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Gida, cambia il presidente Alessandro Brogi in pole

 Gida, cambia il presidente Alessandro Brogi in pole

Si prospetta il cambio al vertice di Gida, la partecipata che si occupa della depurazione delle acque. Una decisione presa dall’amministrazione comunale al termine di una fase complicata

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PRATO. Si prospetta il cambio al vertice di Gida, la partecipata che si occupa della depurazione delle acque. Una decisione presa dall’amministrazione comunale al termine di una fase complicata. In pole per sostituire l’attuale presidente Gabriele Mammoli, riconfermato nel maggio 2014 e in scadenza nel 2017, Alessandro Brogi, imprenditore, laureato in economia e commercio, socio dell’impresa informatica Devise.it srl, consulente finanziario. Non solo, Brogi è anche vicepresidente Cna nel settore delle tecnologie, siede nel cda del Pin (incarico che dovrà lasciare perché incompatibile) ed è - su nomina del Comune - nel comitato di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio. «Si tratta di una scelta compiuta sulla base delle competenza di Brogi - spiega il vicesindaco con la delega alle partecipate Simone Faggi - che può garantire a Gida una serie di relazioni già ampiamente avviate sia con il mondo dell’imprenditoria sia con il mondo della politica e che può portare nuovo slancio all’azienda». Il passaggio di testimone (che sarà ufficializzato nell’arco di qualche giorno), condiviso con gli altri soci Gida (Unione industriale e Consiag) non avverrà in modo traumatico ma con il pieno consenso di tutte le parti. Innegabile, comunque, che a influire sulla necessità di anticipare la nomina del nuovo presidente sia stata la vicenda della valutazione di impatto ambientale sul nuovo termovalorizzatore Gida, pratica prima bocciata da Arpat e Asl perché ritenuta decisamente carente dal punto di vista di informazioni fondamentali, riaffidata per le integrazioni alla medesima società romana che l’aveva in carico, lo studio Massaro, società che però non è riuscita a depositare gli atti nei termini stabiliti dalla Regione. Insomma una brutta vicenda. «A questo punto - prosegue Faggi - sarà il nuovo presidente a scegliere a quale società affidare la nuova Via». E sarà la prima “grana” che Brogi - se verrà nominato - dovrà affrontare.

Cristina Orsini

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