Attenzione
Car sharing: qualche luce, molte ombre
Abbiamo provato il nuovo servizio di condivisione delle auto: meglio del taxi, ma restano escluse le periferie
PRATO. Un 6 di stima, come quello che si dà a quei ragazzi che si impegnano ma potrebbero fare di più. Questo il voto che diamo al servizio di “car sharing”, letteralmente condivisione dell’auto, che dalla scorsa settimana è sbarcato anche a Prato per iniziativa della società Car2Go. Abbiamo provato per i nostri lettori la registrazione e l’uso del servizio, che funziona con un’applicazione da scaricare su smartphone o tablet, e il risultato sono state alcune luci ma anche molte ombre, sul piano tecnico e pratico. Va detto subito che all’inizio bisogna avere un po’ di tempo da perdere e poi anche qualche disponibilità economica, perché le Smart bianche di Car2go non sono esattamente a buon mercato. Sarà difficile vedere una pensionata andare a fare la spesa usando il car sharing, per questioni di tempo, di costo e di abitudine a usare la tecnologia. Molto più probabile che il servizio attiri il giovane professionista o lo studente che potrà dimenticarsi assicurazione, bollo e benzina per spostamenti occasionali il cui costo è comunque competitivo rispetto al taxi e l’utilizzo più comodo rispetto a bus o treno. Un servizio pensato soprattutto a chi vive o lavora in centro, perché il “recinto” entro il quale si possono prendere e lasciare le auto condivise lascia fuori zone come Galciana, La Querce, Cafaggio e Le Fontanelle. Un consiglio: pagando al minuto, conviene non abusarne quando c’è troppo traffico, come in questi giorni. (p.n.)
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