Sicurezza
Sulle ceneri della casa del Fascio
Nel 1975 il sindaco Landini inaugurò l’edificio di proprietà
PRATO. In principio fu la casa del Fascio a Coiano. Dalle macerie di quella, nel secondo dopoguerra, vide la luce in affitto il primo nucleo della casa del popolo di Coiano che si trasferì poi alla "Terrazza Paradiso", all’altezza dell’attuale negozio “Spazio Luce”. Le ferite della guerra erano ancora profonde tanto il primo circolo fu intitolato al partigiano Gualtiero Galeotti. Ma i pratesi stavano stretti nei locali dell’ex “Terrazza Paradiso”, dove tanti pratesi ballavano dopo le dure giornate di lavoro trascorse dietro al telaio. «La casa del popolo di Coiano è stata voluta dal popolo – racconta Mario Bensi – Ci fu una grande mobilitazione generale negli anni in cui il grande sviluppo della zona, complice l’immigrazione dal Nord e dal Sud, fece maturare la decisione di costruire un locale di proprietà, uno spazio di aggregazione più grande. Nel 1975 avvenne l’inaugurazione col sindaco Landini, due anni dopo ci s’allargò ancora costruendo il grande salone nel piano interrato». A gettare il cuore oltre l’ostacolo, un centinaio di soci che si frugò in tasca per acquistare i terreni di via del Bisenzio a San Martino, davanti al lanificio Cangioli. «La sede fu devoluta dalla società civile della casa del popolo all'allora Pds nato dalla scissione del Pci - ricorda il presidente Bensi - Fu un passaggio travagliato perché tre dei nove membri della proprietà che erano passati nelle file di Rifondazione si opposero alla decisione della maggioranza». Ne derivò un braccio di ferro che si trascinò in tribunale per dieci anni. (mar.la.)
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