Il Tirreno

Prato

«La Diocesi non ha messo per strada nessuno»

Il vescovo Agostinelli dopo il suicidio nel chiostro: «Cercavamo una soluzione, non ci aspettavamo quel gesto». E polemizza coi giornali e con la Lega nord

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PRATO. «La Diocesi non ha messo per strada nessuno. Semmai è vero l’esatto contrario». Lo ha detto ieri sera il vescovo Franco Agostinelli che ha concesso un'intervista in esclusiva all’emittente di proprietà della stessa Diocesi, Tv Prato, per commentare il caso dell'uomo di 65 anni che all'alba di martedì si è tolto la vita impiccandosi nel chiostro della parrocchia di San Francesco.

Agostinelli ha ricordato di essere stato tra i primi a recarsi nel luogo dove è avvenuto il tragico fatto. «È stato un trauma e uno shock profondo», dice. Ancora oggi, si legge in una nota della Diocesi, il suo stato d’animo è di un «profondo dolore, provo grande pietà per lui - aggiunge il vescovo - lo affido al Signore e ci affidiamo tutti al Signore. Nessuno poteva paventare una cosa di questo tipo, perché era un uomo che la Diocesi aveva accolto, aiutato e sostenuto».Il vescovo tiene a ribadire che non c’era alcun contratto d'affitto stipulato ma che l’accoglienza avveniva a titolo assolutamente gratuito. Poi è arrivato il momento di ristrutturare gli ambienti parrocchiali di San Francesco. «Sono spazi fatiscenti e bisognosi di restauri - afferma il vescovo - per fare i lavori dobbiamo lasciarli liberi e per questo cercavamo di trovare una soluzione condivisa con lui. Tante volte è stato incontrato, sollecitato affinché si potesse trovare una soluzione». Sulla lettera dell’avvocato: «Non era uno sfratto, ma solo un sollecito per stimolare una persona a prendere una decisione che sembrava tardare. Ma mai – ha scandito Agostinelli – mai lo avremmo messo per strada. Io sfido chiunque a trovare fatti che provino il contrario». Agostinelli ricorda anche che se s’impone il dovere dell’accoglienza è altrettanto importante «aiutare le persone a crescere, aiutarle a rigenerarsi. Altrimenti – aggiunge – saremo come quel babbo che risolve tutti i problemi dei figli, che una volta cresciuti non sanno cavarsela da soli. Vorremmo aiutare la gente a crescere in questo senso, è la forma più giusta della carità». Infine un pensiero su come la vicenda è stata riportata sui mezzi di comunicazione. «Credo ci sia stato un eccessivo accanimento – dice Agostinelli – perché le cose vanno dette, certo, ma l’informazione deve essere sempre accompagnata da una certa deontologia professionale». Il vescovo poi non nasconde il disappunto verso alcune strumentalizzazioni di tipo politico (della Lega nord, ndr). «C’è chi dice siamo sempre pronti ad accogliere i profughi ma ci dimentichiamo degli italiani. Non è vero assolutamente, le opinioni sono un conto, la realtà è un’altra. Non vorrei che questa fosse l'ora degli sciacalli Bisogna essere uomini, non quaquaraquà. Forse potevamo fare meglio, ma ripeto che stavamo cercando una soluzione».

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