Il Tirreno

Prato

Disabile col mal di denti? L'intervento è tra un anno

Un intervento odontoiatrico (archivio)
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Un intervento odontoiatrico (archivio)

La protesta della madre di una giovane affetta dalla sindrome di Down: "Mia figlia ha bisogno dell'anestesia locale e la sala operatoria è a disposizione del reparto di Odontoiatria solo una volta al mese"

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PRATO. Dovrà convivere col mal di denti per almeno un anno una donna di 33 anni con sindrome Down residente a Vaiano. Ed è a suo modo fortunata, secondo i tempi dell’Asl. Perché questa è la lista d’attesa che tocca a chi usufruisce del percorso odontoiatrico per “soggetti non collaboranti”. A denunciarlo è la mamma della giovane disabile, Assunta Cinea, che ha deciso di rivolgersi al Tirreno dopo aver tentato varie strade.

«Premetto che non posso risolvere privatamente il problema delle cure dentarie per mia figlia - dice la donna - perché quando in passato c’è stato bisogno lei non collabora, non apre neppure la bocca: vede il trapano e si gira dall’altra parte o dà in escandescenze. Fino ad oggi, però, aveva funzionato questo percorso per i soggetti disabili non collaboranti, per cui veniva sottoposta ad anestesia totale in una vera e propria sala operatoria. Da oggi so che questo non è più possibile, a meno di non aspettare un anno».

Nei giorni scorsi, durante la notte, la 33enne ha avuto una forte crisi di mal di denti. La mamma l’ha sedata con un antidolorifico e il giorno dopo è andata dal medico di famiglia. «Le ha segnato un antibiotico - racconta la madre - per qualche giorno è andata bene, poi al quinto giorno il dolore è tornato ancora più forte, la guancia di è gonfiata. Potrebbe avere un ascesso, un granuloma, non si sa. Sapendo di non poter andare in un ambulatorio dentistico privato, ho deciso così di recarmi al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano».

«Qui non hanno potuto visitarla per il noto problema di non collaborazione che conoscevo già e mi hanno detto di continuare a darle l’antibiotico. A questo punto però ho chiesto una visita e un intervento serio. Mi sono sentita rispondere che non mi conviene, perché c’è da aspettare un anno. I casi come il mio sono tantissimi, mi hanno spiegato, e la sala operatoria è a disposizione dell’odontoiatra solo una volta al mese. Inevitabile, quindi, la lunghissima lista d’attesa. Alle mie rimostranze, i medici mi hanno detto che faccio bene a protestare, ma non ci possono fare niente. Sono trasecolata, mi sembra davvero di vivere nel terzo mondo». La donna di Vaiano non si è accontentata delle spiegazioni e ha deciso di denunciare pubblicamente il caso.
 

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