La manifestazione
«Suo figlio è in manette Servono duemila euro»
Anziano derubato con la scusa dell’arresto: ha ricevuto una telefonata da uno sconosciuto che poi si è presentato a casa e si fatto consegnare il denaro
PRATO. «Suo figlio è stato arrestato, servono subito 2.000 euro per farlo uscire». La telefonata è arrivata ieri mattina nell’abitazione dove vive un uomo di 80 anni, nella zona di Santa Lucia. Molti avrebbero pensato a uno scherzo o a una truffa, ma purtroppo l’anziano ci è cascato e ha capito di essere stato derubato quando ormai era troppo tardi.
Il copione ormai è abbastanza collaudato e il finto arresto o il finto incidente sembrano essere diventati il cavallo di battaglia di ladri e truffatori senza scrupoli, che se la prendono quasi sempre con gli anziani. Così è accaduto anche ieri mattina a Santa Lucia.
Secondo quanto hanno poi ricostruito i carabinieri, contattati dal figlio del pensionato, la telefonata è arrivata ieri mattina: all’altro capo del filo un uomo che ha detto all’anziano che il figlio aveva avuto grossi problemi con la giustizia ed era stato arrestato (i particolari non sono precisi perché l’anziano non ha ancora formalmente sporto denuncia dell’accaduto). Lo sconosciuto ha detto che comunque il problema si poteva risolvere, bastava racimolare un po’ di soldi per far liberare il figlio (non è dato sapere se sarebbero serviti per l’avvocato o per altre spese).
L’ottantenne evidentemente è stato colto di sorpresa e non ha pensato che potesse essere un trucco. Pochi minuti dopo a casa sua si è presentato un uomo, probabilmente lo stesso che gli aveva prima telefonato, ed è riuscito a farsi consegnare 2.000 euro in contanti. Andandosene ha promesso che avrebbe fatto di tutto per far tornare a casa il figlio dell’anziano.
Solo quando era ormai troppo tardi, il pensionato è riuscito a contattare il figlio e ha scoperto che non c’era stato alcun arresto. Al figlio non è rimasto che chiamare i carabinieri, che hanno mandato sul posto una pattuglia per raccogliere informazioni utili al rintraccio del ladro.
La storia ricorda da vicino quella di cui è stata protagonista lo scorso 10 novembre un’anziana che abita a Mezzana. Anche lei ha ricevuto la telefonata di uno sconosciuto che la informava che la figlia aveva avuto un incidente, la macchina senza assicurazione era stata portata alla caserma dei carabinieri e servivano 3.000 euro per la restituzione. Siccome la donna non aveva tutto quel denaro a casa, il truffatore, spalleggiato da un complice che si è finto carabiniere al telefono, è riuscito a farsi consegnare orologi e gioielli per un valore di circa 2.000 euro. Non è escluso che gli artefici della prima truffa siano gli stessi che hanno colpito ieri a Santa Lucia.
Paolo Nencioni
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