Il dolore
Si uccide nel chiostro della chiesa
Ospite della Diocesi aveva ricevuto una lettera dell’avvocato con cui si invitava a lasciare la stanza
PRATO. Si è tolto la vita impiccandosi nel chiostro di San Francesco. Il corpo dell'uomo, di origini siciliane e da tempo residente a Prato, è stato trovato all'alba di ieri dai custodi. L'uomo, 65 anni, viveva da tempo in alcune stanze messe a disposizione della parrocchia e ha scelto di togliersi la vita proprio in quel posto, al cancello del chiostro. L'uomo ha lasciato una lettera nella quale ha spiegato di trovarsi in una situazione disperata aggravata dal fatto che la Diocesi gli aveva chiesto di lasciare la stanza dove viveva. La Diocesi, in effetti, una settimana fa gli aveva inviato una raccomandata nella quale gli si chiedeva di liberare la stanza che gli era stata concessa gratuitamente per un uso temporaneo. Il periodo concordato era un anno ma poi l'uomo è rimasto nella stanza per tre anni e mezzo. Ultimamente, dovendo prevedere dei lavori di ristrutturazione nel complesso di San Francesco, gli era stato chiesto di lasciare la stanza.
La Diocesi si era detta disponibile nell'aiutarlo a ricercare un altro alloggio.
«Siamo addolorati per questa tragedia che ci tocca da vicino. Era una persona accolta e aiutata per lungo tempo dalla Diocesi - spiega il Vicario Nedo Mannucci che esprime i sentimenti del vescovo Franco Agostinelli e della Diocesi per il suicidio dell'uomo - purtroppo con lui non riuscivamo a trovare una soluzione condivisa per una nuova e diversa sistemazione alloggiativa. Nessuno, ovviamente, avrebbe immaginato un epilogo del genere».
Monsignor Mannucci, appresa la notizia, insieme al vescovo monsignor Franco Agostinelli e all'arciprete di Santa Maria delle Carceri monsignor Carlo Stancari si è subito recato nel chiostro. Il vescovo Franco Agostinelli ha espresso il proprio cordoglio e si è raccolto in preghiera.
«Accanto alla pietà e al dolore ora - afferma Mannucci - è il momento della preghiera». «L'uomo da tempo stava attraversando un periodo difficile- si legge in comunicato stampa della Diocesi - ed era stato accolto alcuni anni fa dalla Diocesi. Per qualche periodo era stato impiegato presso la Villa del Palco, Casa dei ritiri della Diocesi, fino alla conclusione di quella esperienza gestionale. Successivamente fu ospitato nei locali dell'ex convento di San Francesco, dove risiedeva negli ultimi quattro anni».
«Da tempo la Diocesi - prosegue il comunicato - nell'ambito anche dei lavori di restauro del complesso di San Francesco, gli aveva chiesto di trovare una diversa sistemazione, rendendosi disponibile a dare una mano in tal senso. L'accoglienza, del resto, secondo gli accordi, sarebbe dovuta durare soltanto un anno. A fronte, però, dell'indisponibilità sia a lasciare San Francesco che a condividere una diversa soluzione, la Curia diocesana aveva provveduto, tramite un avvocato, a recapitare all'uomo una lettera di sollecito a lasciare la parrocchia. L'intento del vescovo e di tutti gli interessati era comunque quello di non passare direttamente alle vie legali senza prima aver tentato una mediazione».
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