Il Tirreno

Prato

il commento

Quando l'evasione non è "giustificata" dalla clandestinità

di Paolo Nencioni
Controlli in una confezione cinese (archivio)
◗
Controlli in una confezione cinese (archivio)

Il caso della quindicenne trovata al lavoro in confezione, più che sul lavoro minorile fa riflettere sugli operai cinesi fatti lavorare senza contratto nonostante abbiano in tasca il permesso di soggiorno

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Per anni ci siamo raccontati che il lavoro al nero nelle confezioni cinesi era quasi inevitabile, perché i confezionisti orientali avevano a disposizione una manodopera a basso costo e facilmente ricattabile, l’esercito dei clandestini. Ma ogni tanto e sempre più spesso capita che gli ispettori del lavoro trovino in fabbrica operai senza contratto che però hanno in tasca il permesso di soggiorno. È il caso dei genitori della quindicenne trovata per due volte dai carabinieri al lavoro in una confezione, anche di notte. Se ce l’hanno raccontata giusta, qui è evidente che si tratta di pura e semplice evasione fiscale e contributiva, non giustificata da niente, ammesso e non concesso che si possa giustificare.

A Prato, ricordandosi di come eravamo e di come si lavorava negli anni Settanta, fa meno scandalo una quindicenne alla “taglia e cuci” rispetto all’ennesimo caso di operai sconosciuti al fisco e all’Inail. Perché dà o conferma l’impressione che, nonostante la retorica dei controlli del Progetto Lavoro Sicuro, non si facciano passi avanti nell’integrazione civile ed economica degli imprenditori cinesi. Al confezionista che faceva lavorare la quindicenne e i suoi genitori senza contratto sono state elevate sanzioni che ammazzerebbero un toro (55.000 euro), ma il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha ricordato giusto ieri che quasi mai il titolare formale della confezione corrisponde al vero padrone. E dunque chi pagherà quella multa? E qualcuno mai la pagherà?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa