Il dolore
Realizzata a Prato la "forchetta" che beffa i bancomat
In manette nove persone che saccheggiavano i distributori automatici di contanti. Il congegno usato dagli "specialisti" romeni è stato fatto da un artigiano italiano
PRATO. Con una tecnica chiamata "Cash trapping", riuscivano in una notte a prelevare da più bancomat fino a 100.000 euro, mettendo a segno numerosi colpi tra Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio che, in totale, hanno fruttato alcuni milioni. La Polizia postale di Bologna ha sgominato un'organizzazione criminale con base in Romania, ma operativa in Italia, che sottraeva grosse somme di denaro dagli sportelli automatici degli istituti di credito. Nove persone (otto romeni e un italiano di origini pistoiesi) sono state arrestate tra Bologna, Forlì, Prato, Roma e Taranto. Tre sono state raggiunte da un mandato di cattura europeo; altre 47 sono state denunciate. Sono 18 le perquisizioni a carico di alcuni componenti della banda su tutto il territorio nazionale.
Al vertice del gruppo c'erano quattro romeni e un italiano originario di Ravenna ma residente nel Ferrarese, che sono stati denunciati. Con una sola carta bancomat, ai cui lati erano stati praticati due forellini, i componenti della banda facevano un regolare prelievo, dopo il quale inserivano una piccola lastra di metallo (chiamata in gergo "forchetta", realizzata da un artigiano del Pratese, peraltro già trovata più volte in altre inchieste) nella bocchetta erogatrice dello sportello automatico prima del prelievo fraudolento. Nei due forellini sulla carta applicavano dei piccoli chiodi che ne impedivano il totale inserimento. A quel punto, il sistema rilevava un'anomalia e abortiva l'operazione, pur avendo già predisposto l'erogazione del denaro richiesto che, nel frattempo, veniva catturato dalla "forchetta". L'operazione veniva quindi annullata, ma i soldi venivano comunque sfilati.
L'inchiesta, coordinata dal Pm di Bologna Antonella Scandellari, è partita intorno alla metà del 2014 in seguito agli esposti presentati in Procura dal Gruppo bancario Unicredit e da Banca popolare per l'Emilia-Romagna, e vede indagate 56 persone, quasi la metà italiani. Le accuse sono, tra le altre, di associazione per delinquere, frode informatica e indebito utilizzo di carte di credito, tutte aggravate dal carattere transnazionale. Di volta in volta, con un sistema di alert, i gruppi bancari coinvolti e Poste italiane inviavano in tempo reale alla polizia le anomalie tecniche registrate dai bancomat. "Desideriamo ringraziare - ha scritto in una nota Unicredit - la Polizia delle Comunicazioni-Compartimento per l'Emilia Romagna per la tempestività e la cura con cui ha condotto questa importante operazione a tutela della sicurezza dei cittadini".
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