Il Tirreno

Prato

I confezionisti non hanno pagato

Un mazzo di rose bianche davanti all'ingresso della confezione Teresa Moda
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Un mazzo di rose bianche davanti all'ingresso della confezione Teresa Moda

Due anni fa la tragedia di via Toscana a Prato, le parti civili attendono ancora il risarcimento provvisionale

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PRATO. Sono passati due anni dall’incendio nel quale persero la vita sette operai cinesi dentro la confezione Teresa Moda di via Toscana. E quasi un anno dalla sentenza che ha condannato i tre confezionisti a pene comprese tra 6 anni e sei mesi e 8 anni e otto mesi. Ma ancora le parti civili non hanno visto un soldo.

Devono riscuotere quasi 130.000 euro in forza di risarcimenti provvisionali dichiarati immediatamente esecutivi dal giudice dell’udienza preliminare Silvia Isidori. Ma in questo caso il termine “immediatamente esecutivo” lascia il tempo che trova, visto che la sentenza è stata pronunciata lo scorso 12 gennaio e i mesi sono passati senza che qualcuno dei tre imputati (Lin Youlan, la sorella Lin Youli e il marito di quest’ultima Hu Xiaoping) si sia fatto vivo. Ad attendere il pagamento della provvisionale sono quattro soggetti: il Comune di Prato che deve riscuotere 54.000 euro, e tre cinesi, parenti di secondo grado delle vittime, a cui il giudice ha riconosciuto 25.000 euro a testa.

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Trascorso il termine per il pagamento, l’ufficio legale del Comune ha incaricato la SoRi di procedere alla riscossione coattiva. Dunque prima si procederà a un’intimazione e poi si verificherà se ci sono beni “aggredibili”, cioè pignorabili.

«Ma sarà dura - non si nasconde l’avvocato Stefania Logli, che per conto del Comune ha seguito tutto il processo - Intanto li abbiamo messi in mora. So che hanno fatto appello, ma la provvisionale era immediatamente esecutiva».

Nemmeno l’avvocato Gabriele Zanobini, che ha difeso i tre confezionisti cinesi al processo, sa qualcosa di più sui pagamenti e non commenta le iniziative del Comune: «Prendano i provvedimenti che ritengono più opportuni, noi ci siamo limitati a presentare appello contro la sentenza».

Non sarebbe la prima volta che si incontrano grosse difficoltà a riscuotere risarcimenti provvisionali. Gli imputati, italiani o cinesi che siano, sanno che in caso di sentenza favorevole in appello (non sembra il caso del processo per l’incendio di via Toscana) poi è difficile recuperare i risarcimenti già pagati.

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Intanto oggi, 1° dicembre, il secondo anniversario della tragedia di via Toscana non prevede particolari commemorazioni, ma in Comune si terrà un incontro pubblico che ha a che fare con quanto accaduto il 1° dicembre 2013. Verranno presentati per l’ennesima volta i risultati del Piano Regionale per il Lavoro Sicuro, il programma di controlli straordinari nelle confezioni deciso dopo il rogo di via Toscana. Durante l'incontro interverranno Renzo Berti, coordinatore regionale Piano per il lavoro sicuro, il presidente della Regione Enrico Rossi, Ji Gang, Console cinese a Firenze e il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, prima delle conclusioni del sindaco Biffoni. Un incontro che arriva quattro giorni dopo l’inchiesta nella quale uno dei tecnici dell’Asl che controllano le confezioni è stato indagato per concussione in quanto ha chiesto una tangente di 500 euro a un imprenditore per ammorbidire i controlli.

 

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