Sicurezza
Milone chiede di ricontrollare tutte le confezioni cinesi
Dure accuse dell’ex assessore dopo l’inchiesta su un tecnico dell’Asl accusato di concussione «Controlli efficaci solo con la squadra interforze, quando governavamo noi Rossi non ci aiutava»
PRATO. Dopo la notizia dell’indagine per concussione a carico di un ispettore assunto nell’ambito dei controlli straordinari disposti dalla Regione sulle confezioni cinesi, l’ex assessore alla Sicurezza Aldo Milone, attualmente consigliere comunale di Prato Libera e Sicura, torna alla carica contro le modalità con cui si svolgono le ispezioni anti-illegalità.
Alla luce dei fatti attribuiti ai due dipendenti (uno è stato scagionato dalle accuse) che avrebbero chiesto al confezionista cinese una tangente in cambio della promessa di evitargli ulteriori controlli e sanzioni, Milone avanza una richiesta. «Pretendo che le aziende siano ricontrollate - dice - se non tutte, si faccia per lo meno una verifica su un campione di quelle visitate dai due operatori coinvolti nell’inchiesta per capire se abbiano avuto gli stessi atteggiamenti anche in altre occasioni».
Non è la prima volta che l’ex assessore s’interroga sull’efficacia del piano straordinario di controlli voluto dalla Regione, rimarcando che «l’unico controllo che può veramente contrastare il fenomeno dell’illegalità è quello effettuato dal gruppo interforze, che riscontra a 360 gradi tutte le violazioni». «Propongo di ricostruire un gruppo interforze o di affiancare altri enti agli ispettori del dipartimento dell’Asl incaricati di effettuare i controlli - continua - Ritengo sia indispensabile anche ai fini della validità dell’operazione».
Dopo quanto accaduto, Milone invita dunque a riflettere: «Le operazioni di controllo portate avanti dagli ispettori prevengono violazioni legate soltanto alla sicurezza e non tengono minimamente conto, per esempio, della presenza di lavoratori a nero all’interno dell’azienda. Tra l’altro mi chiedo come gli ispettori incaricati riescano a fare dieci controlli al giorno e in quali tempi se alla squadra interforze ci voleva mezza giornata per volta». Infine Milone non risparmia un attacco diretto al governatore della regione Toscana, Enrico Rossi, ritenendo inaccettabili le parole pronunciate dallo stesso presidente, dopo i fatti di via Toscana.
«Se ha sottovalutato il fenomeno lo ha fatto volutamente per non voler collaborare con una giunta di centrodestra - dice - Era impossibile non sapere: gli episodi, tutti separati, delle tre persone morte e abbandonate per strada come sacchi della spazzatura erano già un segnale di quello che succedeva e di come lavoravano all’interno delle confezioni. Lo stesso comitato per l’ordine e la sicurezza, a cui sedeva anche un rappresentate della Regione, ha chiesto più volte, tramite la Prefettura, un aiuto concreto alla Regione, che però rispondeva sempre di non avere risorse e mezzi da destinare al rafforzamento dei controlli».
Barbara Burzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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