Il Tirreno

Prato

Yin e Rachel, i due volti della città

Yin e Rachel, i due volti della città

Due giornalisti, uno cinese e l’altro americano, raccontano la loro Prato

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PRATO. Rachel l’ha raccontata senza preconcetti o stereotipi, riconoscendo un “unicum”. Yin ha cercato di scavare nella complessità del fenomeno, fino a imputare a difficoltà di comunicazione e comprensione avvenimenti tragici come il rogo di Teresa Moda. «A Prato state affrontando trasformazioni epocali con un coraggio che deve essere d'esempio in Europa», è il monito di Rachel. «La realtà dell’immigrazione cinese a Prato non è quella che risulta dai report giornalieri, per questo ben venga che le istituzioni stiano cercando di migliorare le modalità per comunicare con la comunità cinese», confessa Yin. Due modi diversi di dipingere l’immagine di Prato attraverso le pagine del Financial Times e del People's Daily China, nelle parole dei corrispondenti Rachel Sanderson e Mingxin Yin. Sono loro ad aver partecipato alla tavola rotonda conclusiva della tre giorni dedicata al “Progetto Prato” organizzata da Regione e Pin. In principio fu il verbo “Se riparte Prato, riparte la Toscana”: era il 2010 quando lo pronunciò il governatore Enrico Rossi fresco d’elezione. Tre anni più tardi, nei capannoni di Teresa Moda, sarebbe scoppiato un rogo mortale per sette lavoratori e lavoratrici. Ma il “Progetto Prato” era già decollato. Su quello s’è innestato poi il “patto per il lavoro sicuro” che – promette la Regione – permetterà di controllare entro il 2016 tutte le 7700 imprese cinesi (ma fra il settembre 2014 e giugno 2015 ne sono state controllate “solo” 1452), una decina quelle visitate quotidianamente dagli ispettori. E poi c’è il capitolo formazione, tutto il percorso di affiancamento alle imprese cinesi in tema di norme sulla sicurezza del lavoro con le esperienze pilota di Asci (agente per lo sviluppo di culture e imprese) e Face (formazione, autovalutazione e consulenza per l’emersione) affidate al Pin e alla Cna, bracci operativi del “Progetto Prato”. Coinvolti 150 allievi tra dipendenti e titolari cinesi in attività formative, check- up aziendale e restituzione del piano di miglioramento ad oltre 120 imprese con oltre 470 ore di consulenza. «Progetto Prato – spiega l’assessore regionale Stefano Ciuoffo che ha fatto le veci del governatore assente per l’occasione - è una risposta di sistema alla complessità della città, un metodo: la Regione Toscana deve farne strumento da replicare in altri contesti, come nell’hinterland fiorentino». Nemmeno troppo velata l’allusione polemica alle politiche del passato governo locale di centrodestra. «Fortunatamente la città s’è accorta che non bastavano i blitz degli elicotteri». Ciuoffo non fa sconti, a quasi due anni dal tragico anniversario di via Toscana. Risultati che non soddisfano al 100% il sindaco Matteo Biffoni che ricorda quanto ci sia ancora da rimboccarsi le maniche per recuperare l’immagine di Prato riferendosi anche all’ultima visita di papa Francesco che ha scelto, non a caso, la nostra città.

Maria Lardara

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