Il Tirreno

Prato

"Squadre e imprese hanno bisogno di un buon allenatore"

Vezio Trifoni
Marco Tardelli tra gli imprenditori Albini e Marini
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Marco Tardelli tra gli imprenditori Albini e Marini

Marco Tardelli, campione del mondo di Spagna '82, ospite di Confindustria parla ai giovani imprenditori di business e calcio

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PRATO. Marco Tardelli, campione del mondo in Spagna con l'Italia nel 1982, è stato ospite del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale. L’incontro dal titolo "Fare gol, un lavoro di squadra" moderato dal giornalista Mario Tenerani ha visto Tardelli parlare dell' idea di squadra, di team vincente, di fare goal con il parallelo dell'impresa che in certi casi può essere considerata una squadra di calcio. «Il calcio e l'impresa penso siano molto diverse rispetto a quando giocavo - spiega Tardelli - comunque i leader ci sono anche adesso e noi soprattutto quando giocavamo eravamo diversi leader in squadra. Il nostro punto di riferimento è stato un grande allenatore come Enzo Bearzot che sceglieva i giocatori in base a valori veri. Anch'io quando ho iniziato la mia carriera di allenatore ho cercato di seguire questi principi di onestà. E mi sono sempre trovato bene. Quando dovevo fare scelte obbligate ho sempre avuto difficoltà. Penso che sia importante scegliere gli uomini anche in un'azienda e che sia l'aspetto più importante. Così come bisogna motivare chi non gioca durante il campionato e quando li mandi in campo ti devono dare il massimo per cercare di vincere la partita. Così il dipendente o il collaboratore deve essere sempre motivato. Non è facile ma se il leader difende i propri giocatori e li motiva sempre alla fine anche un'azienda può essere vincente e diventare una squadra di calcio».

Prima in azienda come nel calcio era il prodotto il centro di tutto. «Bisogna accettare il cambiamento perchè è il futuro - dice Tardelli - comunque Mourinho è stato il precursore di questo modo di fare ed è stato bravo a spostare l'attenzione su di lui in certi momenti. Io mi ricordo che quando Boniperti mi acquistò e mi presentai con i capelli lunghi e una catenina al collo mi disse vai a tagliarti i capelli e io lo feci forse ora tra procuratori e agenti i giocatori possono anche non farlo. E' diverso io sono legato a certi modi ma è il futuro». E conclude: «Il calcio per capirlo devi viverlo. come le aziende».

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