Il Tirreno

Prato

La start up che piace a Esselunga

La start up che piace a Esselunga

Contesa la società formata da sette giovani nata con un progetto del Pin

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PRATO. Talmente bravi e rari da far gola anche alle catene della grande distribuzione, in particolare a Esselunga, che – a quanto sembra - avrebbe voluto sfruttarne le competenze per le proprie campagne di marketing verso la comunità cinese. Niente da fare, però.

La Regione Toscana si tiene ben stretta i sette tecnici Asci (acronimo di agente per lo sviluppo di culture e imprese) che hanno dato vita nel febbraio di quest’anno alla start-up Finyx srl allevata in seno al corso del Pin - nell’ambito del “Progetto Prato” - per facilitare l’emersione di imprese straniere, già prima che si consumasse la tragedia di Teresa Moda.

Tre professionisti cinesi, una romena e tre italiani (Nicola Angelillo, Francesco Beghelli, Lucio Yang, Ilaria Mundula, Lucia Wang Xinting, Crina Romonti e Irene Xiuxian), le cui iniziali compongono il nome dell’impresa (Finyx ricorda il simbolo della fenice come ponte tra la cultura orientale e occidentale), rappresentano una figura nuova sul mercato, un baluardo per le imprese orientali che ora si rivolgono a questi giovani “facilitatori”. «Ci trovano grazie al passaparola – racconta Lucio Yang, tecnico Asci - Le domande che più frequentemente vengono sollevate riguardano la sicurezza degli impianti elettrici. C'è ancora diverso lavoro da fare ma tra le ditte cinesi la voglia di mettersi in regola è tanta». La maggior parte dei giovani soci e collaboratori della Finyx srl parla o mastica il mandarino, s’intende di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, ha competenze in mediazione interculturale. Chi ha in tasca la laurea in economia, chi in lettere e scienze politiche.

«La sfida è stata quella d'innestare su queste competenze culturali una formazione tecnica – fa presente il direttore del Polo universitario Enrico Banchelli - Queste figure così specifiche sono ora molto ricercate dalla grande distribuzione interessata al mercato cinese». E a Prato Esselunga avrebbe già cercato i tecnici di Finyx per potenziare il posizionamento dei prodotti proprio rispetto alla clientela orientale che già frequenta i supermercati italiani. Intanto la start-up è stata premiata all'ultima edizione del festival dell’economia a Trento per le sue ricadute sociali. A Prato il bisogno di emersione e legalità, insomma, ha creato un’occasione di lavoro. «Non siamo nati per tamponare un’emergenza sull’onda dei fatti del dicembre 2013 – precisa Ilaria Mondula, una delle fondatrici di Finyx – Quella che premia è sempre una progettazione a lungo termine».

L'idea era nata anche per supportare le imprese italiane che hanno pochi rapporti con i mercati emergenti e scarsa capacità di innovazione e marketing.(mar.la.)

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