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Donazione degli organi: 491 pratesi hanno già detto sì
Dal 1° ottobre è possibile esprimere la volontà al rinnovo della carta d'identità e nove su dieci tra quelli che fanno la scelta si dichiarano favorevoli
PRATO. Nome, cognome, indirizzo, stato civile, professione e… donazione di organi. In quest’ultimo caso, sì o no. Oppure – terza opzione – lì per lì si sceglie di non scegliere, si rimanda ai familiari, bruciandosi una possibilità per contribuire a salvare altre vite. Certo, quello che si va a toccare è un tasto dolente, che ha a che vedere con le coscienze, l’impegno civico e l’amore verso gli altri. Dal 1° ottobre, negli uffici dell'anagrafe, ai pratesi viene chiesto di prendere una decisione delicata: se autorizzare o meno l'espianto dei propri organi per dare una speranza ad altre vite.
Non dunque una decisione da delegare ad altri in situazioni di emergenza ma così consapevole da essere scritta nero su bianco all’atto del rinnovo e del rilascio della carta di identità. I pratesi ne hanno facoltà ma non sono tenuti a scegliere. E infatti soltanto il 16% di coloro che avevano la possibilità di dichiarare questa volontà davanti all’ufficiale d’anagrafe rinnovando la carta d’identità ha espresso il consenso o il diniego alla donazione, facendosi inserire o meno nel database nazionale collegato al sistema informativo trapianti (Sit), l’archivio che viene consultato dagli ospedali quando cercano autorizzazioni all'espianto.
Il primo bilancio relativo alla sperimentazione del servizio è di 429 cittadini che hanno effettuato una scelta a fronte di 2.543 carte d’identità rilasciate o rinnovate fra il primo ottobre e il 13 novembre. Prato è tra i 31 Comuni toscani che hanno aderito al progetto regionale "Scelta in Comune" che consente di manifestare la propria volontà in merito alla donazione degli organi al momento del rilascio o rinnovo della carta di identità: una volta detto sì all’anagrafe, i familiari non potranno opporsi all’espianto mentre in caso contrario non ci sarà prelievo di organi.
Senza dichiarazione sottoscritta invece la scelta verrà rimandata ai familiari. In ballo ci sono anche le speranze dei tanti pazienti in lista d’attesa per i trapianti degli organi. Di questo sembrano essere consapevoli i pratesi: il 91% di coloro che hanno compilato la dichiarazione di volontà in sede d’anagrafe nell’ultimo mese e mezzo s’è detto favorevole all’espianto degli organi.
E cosa succede nel resto della Toscana? Rispetto ad Arezzo dove la sperimentazione ha comunque preso il via a maggio (i dati sono consultabili sul sito del ministero della Sanità), Prato registra un numero di adesioni di consenso e di opposizioni più alte in termini assoluti (429 sì nel capoluogo laniero, 305 ad Arezzo; 38 no a Prato, 10 ad Arezzo). «Ma non siamo ancora partiti con una campagna di comunicazione vera e propria - spiega Benedetta Squittieri, assessore ai servizi demografici - Si tratta di una materia sensibile e delicata che fa leva sulle singole coscienze. Come amministrazione c’eravamo dati l’obiettivo di dare uno strumento in più per poter liberamente scegliere attivando intanto questo servizio legato a un progetto regionale. Il passo successivo, con il coinvolgimento dell’Asl e delle associazioni di riferimento (Aido, ndr), sarà appunto dare il via a una campagna di comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini».
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