Il Tirreno

Prato

Entrano in tre studi sfondando porta blindata e parete

Paolo Nencioni
Gabriele Masetti davanti allo studio
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Gabriele Masetti davanti allo studio

Prato, ladri nel palazzo dell'ex Catasto in viale Montegrappa. Molti danni ma la cassaforte non c'era e i malviventi si sono dovuti accontentare di computer e una penna di marca

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PRATO. Sono entrati di notte nel palazzo dove ha sede l’Agenzia del territorio, l’ex Catasto, ma non cercavano mappe e cartine. I ladri che nella notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 hanno messo a soqquadro tre studi in viale Montegrappa erano a caccia di soldi. In realtà hanno fatto più danni di quanto siano riusciti a portare a casa. La foto scattata da Gabriele Masetti, titolare della Infortunistica Nova, uno studio di consulenti e avvocati specializzati nelle pratiche di risarcimento danni, è eloquente. Mostra la porta blindata dello studio al quinto piano che è stata sventrata dai ladri prima di essere forzata.

Lo studio si trova nel palazzo al civico 282, davanti al parcheggio che dà sulla rotonda tra viale Montegrappa e viale della Repubblica. Lì sono tutti uffici e di notte non c’è nessuno. Su questo hanno puntato i ladri per agire indisturbati. In qualche maniera sono riusciti a entrare dalla porta principale (forse nascondendosi durante l’orario di apertura) e poi si sono dedicati agli studi del quinto piano. Oltre alla Infortunistica Nova, lo studio legale Pacini e un altro locale che però hanno trovato vuoto. Per arrivarci hanno addirittura buttato giù una parete in cartongesso dallo studio Pacini.

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"Da noi evidentemente cercavano la cassaforte, che non c’è - racconta Gabriele Masetti - Abbiamo trovato tutti i quadri spostati, pensavano fosse di quelle a muro. Mai avrei pensato che potesse succedere una cosa del genere in questo posto, tanto che qui non c’è nemmeno l’allarme. Da quello che abbiamo visto, hanno tagliato con un flessibile il portoncino blindato e poi sono riusciti a forzarlo". Nell’ufficio non hanno trovato un granché, visto che il denaro non ci viene lasciato. Si sono dovuti accontentare di un paio di computer. Stesso discorso per lo studio legale adiacente, dal quale hanno preso un computer, un telefono e una penna di marca.

Hanno invece completamente ignorato gli uffici dell’ex Catasto a piano terra, che evidentemente non ritenevano di alcun interesse. Ma prima di andarsene, come detto, hanno sfondato un muro. Si sono accorti che era di cartongesso e hanno deciso che era più comodo passare di lì anziché forzare una terza porta blindata. Ma gli è andata male, perché nella stanza non hanno trovato niente. Quando il furto è stato scoperto, ieri mattina, sono stati avvertiti i carabinieri, che hanno fatto un sopralluogo alla ricerca di elementi utili alle indagini.

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