Italia
Due giudici indagati per falso Fascicolo trasmesso a Genova
A Magi e Fanales si contesta di aver firmato un decreto attestando la presenza di una collega Il processo per le tre donne morte nel sottopasso di via Ciulli rischia di dover ripartire da capo
PRATO. Quando il giudice Monica Jacqueline Magi, mercoledì pomeriggio, ha annunciato in aula che si sarebbe astenuta in un processo per circonvenzione d'incapace, quasi nessuno ha capito che cosa stava accadendo, anche perché il magistrato si è limitata a dire che le motivazioni erano contenute nell’ordinanza che veniva allegata agli atti, e che non è stata letta. L'udienza è andata avanti con gli altri processi in calendario e tutto è finito lì.
In realtà il motivo dell'astensione è serio e produrrà conseguenze anche in altri processi. Il giudice Magi, infatti, risulta indagata per falso insieme al collega Giulio Fanales. Più precisamente per falso ideologico in atti pubblici commesso da un pubblico ufficiale. Il fascicolo, come vuole la procedura, è stato trasmesso al Tribunale di Genova, competente a giudicare sulle accuse mosse ai magistrati del distretto toscano. Avendo scelto di farsi difendere dagli avvocati Giovanni Mati e Mauro Cini, quest’ultimo parte civile nel processo per circonvenzione di incapace di mercoledì, il giudice Magi è stata costretta ad astenersi per ragioni di incompatibilità.
Ma di cosa sono accusati i giudici Magi e Fanales? Di aver firmato un decreto di liquidazione attestando di averlo fatto d’intesa con la collega Cristina Mancini, che invece un paio di mesi fa ha detto di non ricordarsene. Detto così, sembrerebbe un peccato quasi veniale, ma non la pensa alla stessa maniera il presidente del Tribunale, Nicola Pisano. E' stato lui a trasmettere gli atti a Genova perché si accerti se un falso è stato commesso.
Il decreto al centro del caso riguarda la liquidazione del compenso a un commissario giudiziale impegnato nelle procedure di sequestro seguite all’inchiesta sul clan Terracciano (estorsioni, usura e altro), ma ai due magistrati non si contesta di aver fatto un favore al commissario, altrimenti il reato ipotizzato sarebbe stato ben più grave. L'accusa è di aver formato un atto falso, attestando la condivisione con la collega Mancini.
Tutto è nato un paio di mesi fa, mentre venivano compulsati alcuni atti e il giudice Mancini, alla presenza del presidente Pisano, avrebbe detto che non si ricordava di quel decreto di liquidazione. Sembra che subito dopo abbia tentato di minimizzare, ma il presidente è stato di altro avviso. Gli atti adottati dal collegio (in questo caso Magi-Fanales-Mancini) sono roba seria, questa la tesi, e con quelli non si scherza.
Il giudice Fanales, interpellato sulla questione, avrebbe spiegato che non c'è stato alcun mistero: come è prassi, i giudici si consultano sulla decisione da prendere e poi il relatore la scrive e il presidente del collegio la firma. Se è andata così, probabilmente la questione verrà risolta in tempi brevi a Genova, dove Monica Magi sarà sentita il prossimo 18 dicembre.
Intanto però c'è un’importante e negativa conseguenza. Il giudice Magi infatti ha in carico il processo per la tragedia del sottopasso di via Ciulli, dove nell'ottobre 2010 annegarono tre donne cinesi e per il quale quattro tecnici sono accusati di omicidio colposo plurimo. Siccome tra gli avvocati difensori c'è Mauro Cini, che difende Magi a Genova, il giudice già all'udienza di lunedì sarà costretta ad astenersi e c’è il rischio concreto che si debba ricominciare tutto da capo, azzoppando un processo che ha già avuto pesanti ritardi e sul quale incombe la prescrizione.
La notizia del deferimento del giudice Magi a Genova arriva dopo un altro pesante attrito col presidente Pisano, che lo scorso 8 ottobre annullò decine di processi fissati dal giudice con la motivazione che Monica Magi aveva fissato troppe udienze straordinarie senza consultarsi col presidente e il personale di cancelleria non ce la faceva a starle dietro. Tra quelle udienze straordinarie c'erano anche quelle per la tragedia di via Ciulli. Intanto il giudice Magi ha ottenuto il trasferimento a Pistoia, che aveva chiesto in tempi non sospetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
