Il Tirreno

Prato

Chiede soldi al confezionista cinese per chiudere un occhio

di Paolo Nencioni
Il sostituto procuratore Antonio Sangermano insieme agli uomini della Finanza
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano insieme agli uomini della Finanza

Accusati di concussione due tecnici del Dipartimento di prevenzione di Prato assunti a tempo determinato nell'ambito del programma straordinario di controlli alle confezioni. Perquisizione della Finanza. Uno degli indagati ammette le sue responsabilità, scagionato il collega

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PRATO. Nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 26 novembre, la guardia di finanza ha effettuato una perquisizione nella sede del Dipartimento della Prevenzione dell'Asl 4, in via Lavarone. Ne dà notizia la stessa Asl, che spiega come la perquisizione sia stata fatta "in relazione a fatti attribuiti a due dipendenti a tempo determinato che avrebbero, in concorso tra loro, costretto un cittadino di etnia cinese a promettere indebitamente il versamento di una somma di denaro per evitare le conseguenze dei controlli già avviati sulla propria azienda o per sottrarsi alle eventuali sanzioni irrogabili in esito alle verifiche effettuate". Si tratterebbe insomma di un caso di concussione.

I due indagati fanno parte del gruppo di circa 50 tecnici della prevenzione assunti a tempo determinato dall'Asl a partire dal settembre dell'anno scorso nell'ambito dei controlli straordinari disposti dalla Regione sulle confezioni cinesi nelle province di Prato, Firenze e Pistoia. Se l'accusa mossa ai due tecnici troverà conferme sarebbe dunque una situazione paradossale: mandati a Prato per sanare le irregolarità delle aziende cinesi, avrebbero invece contribuito a perpetuarle.

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"Gli operatori del Dipartimento di Prevenzione hanno prontamente collaborato con i finanzieri - aggiunge l'Asl - fornendo tutta la documentazione richiesta e quanto necessario per la perquisizione. L’Azienda si è adoperata per procedere alla sospensione cautelare dal servizio dei due dipendenti coinvolti a garanzia della massima trasparenza e rispetto dell’attività di indagine avviata dalla Procura di Prato. L’Azienda Sanitaria - si legge ancora nella nota - così come è impegnata nel far rispettare le norme di legge da parte delle imprese controllate altrettanto si dimostra attenta al rispetto della legalità nell’attività dei propri operatori".

Parlando coi cronisti, il sostituto procuratore Antonio Sangermano, titolare dell'inchiesta, ha spiegato che giovedì il capitano Luigi D'Abrosca, comandante del Gruppo della guardia di finanza, lo ha informato che era stata segnalata una richiesta di tangente. I fatti, secondo la ricostruzione della Procura sono andati nel modo seguente. Nella giornata di mercoledì 25 i due tecnici dell'Asl hanno controllato la confezione dell'imprenditore cinese, riscontrando la presenza di dormitori abusivi e per questo è scattata una sanzione. Uno dei due tecnici avrebbe detto al cinese che c'era da pagare una multa di 1.300 euro, alla quale bisognava aggiungere 500 euro per evitare ulteriori controlli o l'inasprimento delle sanzioni. Non sapeva però che l'imprenditore cinese stava registrando tutto col suo telefono cellulare.

Quando il tecnico ha lasciato l'azienda insieme al suo collega, il confezionista si è rivolto alla guardia di finanza. Giovedì 26 il confezionista e il tecnico del Dipartimento di prevenzione si sono incontrati di nuovo, ma il tecnico probabilmente ha mangiato la foglia, perché ha detto di aver parlato col suo collega e di avergli detto che non si poteva permettere di chiedere soldi senza motivo. In realtà era stato lui a chiederli, ma forse pensava di essere registrato e voleva in qualche modo discolparsi dando la colpa all'altro.

Oggi, assistito dall'avvocato Giovanni Mati, è stato interrogato dal sostituto Sangermano e secondo la Procura avrebbe ammesso le sue responsabilità. Il collega, dunque, pur essendo ancora formalmente indagato per concussione, dovrebbe essere sollevato dall'accusa.

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