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Celebrazioni della Grande Guerra, Prato ottiene finanziamenti

Un soldato di Prato alla Grande Guerra
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Un soldato di Prato alla Grande Guerra

Il progetto del Comune di Prato si è piazzato al 18° posto su 768 partecipanti che a livello nazionale hanno partecipato al bando emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

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PRATO.  'La Pace era il mio traguardo': Prato e la Grande Guerra". È questo il titolo del progetto con cui il Comune di Prato si è piazzato al 18° posto su 768 partecipanti che a livello nazionale hanno partecipato al bando emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le commemorazioni della Grande Guerra, venendo così riconosciuto come uno dei migliori in tutta Italia per le iniziative culturali dedicate al centenario della Prima Guerra Mondiale.

Il progetto del Comune di Prato, grazie a un grande lavoro di squadra coordinato dalla Biblioteca Lazzerini, ha ottenuto 79,61 punti su 100 ed è riuscito a collocarsi tra le prime 45 posizioni che otterranno, per il biennio 2015-2016, i finanziamenti dal Governo per le celebrazioni dell’anniversario.

“Abbiamo ottenuto un risultato ottimo, che premia la cooperazione tra i tanti soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto, ognuno con il proprio specifico contributo", ha commentato l’assessore alla Cultura Simone Mangani.

E la rete dei soggetti coinvolti, infatti, è ricchissima: dal Comune di Prato, con la Biblioteca Lazzerini, l’Archivio Fotografico Toscano e il Servizio Cultura, all’Istituto di Studi Storici Postali, dall’Archivio di Stato alla Biblioteca Roncioniana, dal Centro di documentazione storico-etnografica CDSE alla Biblioteca popolare Petrarca di Vernio, e poi ancora il Museo del Tessuto, la Società di Storia Patria, il Polo Universitario con la compagnia teatrale “Binario di scambio”, il Museo della Deportazione e Resistenza con il suo centro di Documentazione, oltre all’Istituto Francese di Firenze con la sua grande ricchezza culturale e documentaria.

“Aspettavamo fiduciosi la risposta ed è arrivata – aggiunge Mangani. - Potremo degnamente ricordare il Centenario, grazie a tutti coloro che hanno collaborato al progetto”.

Tantissime le iniziative previste dal progetto: mostre, compreso quelle virtuali, conferenze, concerti, spettacoli, reading, progetti didattici per le scuole, stampa di cataloghi e pubblicazioni, recupero di fondi e preziosi documenti con attività di ricerca, catalogazione, digitalizzazione e sviluppo di banche dati.

Un ricco programma capace di attivare forti sinergie e di portare alla luce materiali, vicende storiche, culturali e civili relative all’area pratese durante la Grande Guerra. Come ad esempio il materiale unico posseduto dall’Archivio Fotografico Toscano con più di 1.000 immagini fotografiche, incluso un grande album dei caduti in guerra pratesi, e le foto del Fondo Asburgo-Lorena.

Oppure le cartoline dell’operaio pratese, Lisandro Ventisette, morto in guerra nel 1916, possedute dall’Istituto di Studi Storici Postali, con altri documenti originali sulla Posta Militare del periodo. O i diari, le fotografie e gli epistolari dei prigionieri di guerra, tra cui personaggi illustri come Sem Benelli, raccolti dal CDSE, insieme a tante fonti orali. O ancora la storia della produzione di stoffe destinate all’uso militare, una tradizione specifica dell’industria pratese, con la confezione di divise e coperte militari, così come verrà testimoniato dagli archivi del Museo del Tessuto: tra il 1915 e il 1918 fu infatti Prato a fornire all’esercito italiano quasi 8 milioni di coperte e oltre sette milioni di panno grigio-verde “militare”.

Questi e tantissimi altri saranno gli argomenti al centro delle celebrazioni della Grande Guerra che attendono la città di Prato. Il tutto verrà coordinato tra i vari istituti, con la consulenza progettuale di un Comitato scientifico composto da illustri docenti universitari come Teresa Megale e Luigi Tomassini, e importanti ricercatori e storici pratesi, come Claudio Caponi.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO. “Il tuo nome vivrà in eterno”. E' questo il titolo del ciclo d’incontri a ingresso libero, con cui la Biblioteca Lazzerini e l’ Archivio Fotografico Toscano rendono omaggio al centenario della Grande Guerra. Sabato 28 novembre alle 17.30 nella Sala Conferenze della Lazzerini si terrà l’ultima conferenza in programma, interamente dedicata al ruolo cruciale che ebbe la fotografia durante il primo conflitto mondiale. A guidare il pubblico attraverso una straordinaria documentazione visiva attinta ai maggiori archivi nazionali e internazionali, e con immagini fotografiche di grande interesse storico relative a Prato, ci sarà ancora una volta un esperto illustre come Luigi Tomassini, docente di storia della fotografia all’Università di Bologna, che racconterà come l’immagine fotografica del periodo ha portato con sé qualcosa di straordinario e irripetibile.

Specialmente per i familiari rimasti in patria, le foto dei soldati al fronte hanno assunto un forte valore di legame. Quando poi i combattenti cadevano sul campo, le fotografie dei caduti diventavano un luogo essenziale dell’elaborazione del lutto nelle famiglie e della memoria nei luoghi “pubblici”. Un nuovo appuntamento aperto a tutti per approfondire il modo in cui la Grande Guerra è entrata nelle case degli italiani e come è stata tramandata la sua memoria fino ai nostri giorni.

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