Il dolore
Gang del Soccorso, ecco la prima condanna
Quattro anni e sei mesi al più grande della banda, assolto il fratello, altri 14 saranno processati
PRATO. È arrivata la prima condanna nel processo alla cosiddetta “Gang del Soccorso”, il gruppo di giovani, in gran parte albanesi, ma anche italiani e nordafricani, accusati a vario titolo di una lunga serie di furti, scippi, rapine e pestaggi tra la fine del 2011 e il dicembre 2012.
La condanna, molto più bassa di quella chiesta dal pubblico ministero Francesco Sottosanti, è toccata al trentacinquenne Alessandro Curto, il più vecchio della banda, a cui il giudice dell’udienza preliminare Silvia Isidori ha inflitto quattro anni e sei mesi di reclusione col rito abbreviato. Assolto invece il fratello minore Christian Curto, per il quale l’accusa aveva chiesto una condanna a tre anni. Entrambi erano difesi dall’avvocato Leonardo Pugi. Per gli altri presunti componenti della banda, difesi dagli avvocati Cristiano Toraldo, Melissa Stefanacci, Barbara Mercuri, Antonio Bertei e Pietro Biguzzi, è arrivata invece una sfilza di rinvii a giudizio. Il processo inizierà nel marzo 2016 e si prevede che non sarà breve, perché c’è un esercito di 43 parti lese. Gli imputati sono Ivan Troia, Giacinto Giuliano, Adenis Meta, Aldo Ismaili, Aldrin Ramadani, Guido Caliendo, Tarik Bajji, Sebastian Dema, Agron Dajlanaj, Mourad El Gatraoui, Karim Satouri, El Mahdi Sejja, Leonidha Aliaj ed Ervis Aliaj. Per altri tre era stato richiesto il rinvio a giudizio ma alla scorsa udienza le loro posizioni sono state stralciate perché il giudice ha accolto l’istanza di alcuni difensori che sostenevano che non si dovesse passare dall’udienza preliminare ma fosse necessaria la citazione a giudizio. Si tratta di Ilir Bardhaj, Massimiliano Menconi e Sergio Dema.
Nel corso dell’udienza il gup ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere a carico di Giacinto Giuliano e Sebastian Dema per una doppia rapina a un cinese e a un’italiana; stesso discorso per Ervis Aliaj per una rapina a un italiano riempito di botte l’11 aprile 2012; e per Leonidha Aliaj in relazione alla rapina di cui è stata vittima una cinese il 18 settembre 2012. Alcuni degli imputati erano presenti in aula al momento della lettura della sentenza e non hanno nascosto una certa soddisfazione. Sono convinti che l’impianto accusatorio stia mostrando qualche crepa.
Ma almeno cinque di loro (Aldo Ismaili, Leonidha Aliaj, Christian Curto, Adenis Meta e Sebastian Dema) dovranno fronteggiare altre accuse, essendo stati arrestati meno di un mese fa dai carabinieri per un’altra serie di furti, scippi e rapine. Sono quelli che secondo gli inquirenti facevano la bella vita e se ne vantavano su Facebook.
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