Il Tirreno

Prato

Una proprietaria: "Ho affittato la casa in buona fede"

L'arrivo delle prostitute cinesi al comando provinciale della Finanza (foto Batavia)
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L'arrivo delle prostitute cinesi al comando provinciale della Finanza (foto Batavia)

Le hanno sequestrato tre immobili e ora è indagata per favoreggiamento della prostituzione: "Riscuoto l'affitto una volta al mese, non potevo sapere che l'appartamento era diventato un'alcova"

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PRATO. "Vado a incassare l'affitto una volta al mese, come potevo sapere che in quella casa veniva esercitata la prostituzione?". E' la domanda che si fa una donna settantenne, ora assistita dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, dopo che le hanno sequestrato tre immobili nell'ambito dell'inchiesta sulla prostituzione cinese in piazza Mercatale e dintorni. Ma la stessa domanda se la fanno anche gli altri italiani che hanno subìto la stessa sorte e ora sono indagati con l'accusa di aver favorito la prostituzione.

Quando si tratta di affari tra italiani e cinesi a Prato è sempre la stessa storia, prima o poi salta fuori il concetto del "non poteva non sapere". Che in alcuni casi è pienamente giustificato, in altri un po' più vago, e soprattutto più difficile da dimostrare davanti a un giudice. Non potevano non sapere i proprietari dei capannoni affittati ai cinesi che ci fanno i dormitori abusivi, e secondo la Procura non potevano non sapere i proprietari degli appartamenti poi trasformati in alcove dalle prostitute.

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"Ma io ho affittato a una donna cinese in buona fede, e ho affittato a prezzi di mercato - protesta la settantenne cui hanno sequestrato tre case - Se poi questa fa entrare una connazionale che si prostituisce, come faccio io a saperlo?". Evidentemente la Procura ha in mano qualche elemento che dovrebbe provare la piena consapevolezza dei proprietari italiani di quanto accadeva nelle case date in affitto. Elementi che non possono essere il solo fatto che sia notorio che intorno a piazza Mercatale ci sono molte prostitute cinesi.

In ogni caso si tratta di un tema scottante. Tenuto conto che in Italia sono decine di migliaia gli appartamenti usati dalle prostitute italiane e straniere, se tutti i proprietari venissero chiamati a rispondere di favoreggiamento i tribunali non si occuperebbero quasi di nient'altro. Ora la Procura ha 48 ore di tempo per chiedere al giudice per le indagini preliminari la convalida dei sequestri degli immobili e il gip ha altre 48 ore per decidere. Entro la fine della settimana arriverà una risposta.

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di Redazione web