Il Tirreno

Prato

Chiesanuova, dal cimitero sparisce una tomba

di Ilenia Reali
Chiesanuova, dal cimitero sparisce una tomba

Prato, la salma doveva essere esumata il 13 dicembre, il 16 arriva l'avviso ai familiari e il 20 l'intera lapide non c'è più. Quando i figli del defunto si recano dagli addetti del camposanti per lamentarsi dell'eccessiva celerità si scopre che la tomba è stata rubata. Era una pietra di gran valore

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PRATO. Dal cimitero di Chiesanuova è sparita anche una tomba. Non bastano i furti agli accessori e agli ornamenti, adesso il rischio è quello di trovarsi anche senza lapide. E' quanto almeno è successo ai figli di Dante Guarducci che avvisati della prossima esumazione del loro congiunto si sono trovati davanti a un cumulo di terra senza neppure più il nome. E scoprono, che a portare via tutto non sono stati gli addetti dei servizi cimiteriali. Il Comune di Prato, informato della vicenda e dopo aver avviato un'attività di indagine ha annunciato una denuncia contro ignoti.

Ma ripercorriamo la storia che ha mandato su tutte le furie i figli dell'uomo scomparso nel giugno del 2000.

«Sono stata chiamata lunedì 16 novembre dai servizi cimiteriali - racconta la figlia - e mi informavano che l'11 dicembre avrebbero esumato la salma del babbo, sepolto in terra. Sarei dovuta andare a prendere un foglio al cimitero con le istruzioni. Mio fratello il giorno successivo è quindi andato a ritirare il tutto e me lo ha portato. L'ho letto e mi sono resa conto che entro il 18 avrei dovuto togliere dalla tomba quello che avrei voluto conservare. Ho brontolato, tra me e me, visto che avevamo solamente il giorno successivo a disposizione e la mattina siamo andati. Volevamo prendere il fiore di cristallo con la luce dell’illuminazione da riutilizzare per mia cognata. Ci piaceva l'idea di questo passaggio tra il babbo e lei, scomparsa recentemente. Siamo andati, era quindi il 18, e una volta lì ci siamo resi conto che qualcuno aveva già preso sia il cristallo sia la lampadina».

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La donna ha preso a brontolare e nelle vicinanze c'era un marmista che stava smontando una tomba. E altre persone al lavoro nel cimitero.

«Mi ha spiegato che tali furti erano frequenti e mi ha chiesto cosa avessi voluto farne della tomba e che c'erano persone che le facevano smontare per riutilizzarle nel caso non fosse stata completa la decomposizione. Io ho spiegato che noi avremmo optato, nel caso, per l'incenerimento. Senza aggiungere altro».

Il fratello il giorno successivo però ripassa dal cimitero. E’ tutto a posto. Il 20, due giorni dopo, arriva la sorpresa: la tomba del padre non c'è più. E' rimasto solo un cumulo di terra in mezzo a tutte le tombe integre.

«Mio fratello si reca all'ufficio dei servizi cimiteriali e chiede spiegazione di tutta quella fretta visto che le tumulazioni erano in programma per l'11 dicembre e che in caso di maltempo sarebbero state addirittura rimandate. Pensava che fosse opera degli addetti al cimitero. E invece gli viene risposto che non è così: loro non hanno toccato niente e che forse erano stati loro a firmato per far rimuovere la tomba».

Non è così. Lo confermano anche dal Comune che, dopo una ricerca, scoprono che quella tomba aveva un valore particolare: era in travertino della Calvana. Una pietra che oggi è vietato lavorare e che non si può più estrarre. Gli stessi figli sapevano che si trattava di una bella tomba ma ne ignoravano il valore. E non solo. Dalla ricerca del Comune emerge che quella tomba non è stata tolta dagli addetti della ditta incaricata (che hanno un ordine nel togliere le tombe) ma che l'ha fatto qualcuno senza autorizzazione. «Perché sì - aggiungono - è vero, la famiglia non aveva dato alcuna autorizzazione».

E' quindi un furto e il Comune, che nel cimitero ha le telecamere, continuerà nell'inchiesta interna e presenterà la denuncia. Eventualmente, se gli autori non fossero chiari,contro ignoti.

«Sappiamo - dicono i figli - che da lì a poco la tomba sarebbe stata tolta. E noi non eravamo intenzionati a rivenderla o a riutilizzarla ma non possiamo accettare che qualcuno impunemente rubi al cimitero. Per noi è un dolore che la tomba di nostro padre sia in mano a un ladro e che la salma debba stare ancora molto tempo senza neppure una croce col suo nome».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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