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Prato

il caso

Capannoni affittati ai cinesi, il Comune annulla maxi-multa

L'interno di una confezione cinese (foto d'archivio)
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L'interno di una confezione cinese (foto d'archivio)

Prato, il proprietario avrebbe dovuto pagare un totale di 70.153 euro in forza di quattro provvedimenti presi dal dirigente dei servizi Edilizia e attività economiche

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PRATO. Il proprietario italiano di un immobile affittato a imprenditori cinesi che ci realizzano dormitori abusivi o comunque cambiano la destinazione d’uso dei locali senza rispettare la legge può essere chiamato a pagare una multa perché “non poteva non sapere”?

Su questa domanda si interrogano da tempo sia la Procura che il Comune, sul fronte penale e amministrativo. Ma ora sembra essersi aperta una crepa che suona come una buona notizia per molti immobiliaristi. Il Comune infatti ha annullato una serie di quattro ordinanze con le quali aveva inflitto una pesantissima multa a Silvio Panerai, proprietario di una serie di capannoni in vicolo di Cortevecchia, sul confine sud del parco dell’ex Ippodromo, dove un tempo sorgeva la Fornace Panerai.

Il proprietario avrebbe dovuto pagare un totale di 70.153 euro in forza di quattro provvedimenti presi dal dirigente dei servizi Edilizia e attività economiche, Riccardo Pecorario, tra il giugno e il novembre 2014. Quattro ordinanze fotocopia in relazione ai controlli della polizia municipale in altrettanti capannoni dati in affitto a imprenditori cinesi ai civici compresi tra il numero 8/15 e 8/18 della stradina. In tutti i casi veniva contestato il “mutamento di destinazione d’uso difforme dalle disposizioni contenute nella disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni realizzato in assenza di Scia”. In altre parole erano state realizzate opere interne non consentite.

E a risponderne veniva chiamato in solido il proprietario italiano, oltre ai quattro imprenditori cinesi. Ma siccome i cinesi oggi ci sono e domani non è detto, l’italiano temeva di dover mettere mano al portafoglio. A trarlo d’impiccio ci ha pensato lo stesso Comune, come spiega il dirigente Pecorario, avendo verificato che il recente orientamento del Tar, al quale Panerai aveva fatto ricorso tramite l'avvocato Maria Venditti, è contrario a questo tipo di sanzioni a meno che non si provi che il proprietario era effettivamente a conoscenza di quello che è stato realizzato nell’immobile. E così, per evitare ulteriori spese legali, il Comune ha fatto un passo indietro.

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