Italia
Oltre 100.000 euro il bottino della rapina in gioielleria
Parla il titolare del negozio assaltato dai banditi al centro commerciale La Cittadella: "Non avrei mai pensato che succedesse a quell'ora, non hanno più paura di niente". Secondo la polizia l'arma usata è un fucile a canne mozze
PRATO. Potrebbe essere superiore ai 100.000 euro il valore del bottino della rapina messa a segno nel pomeriggio di domenica 22 da tre banditi ai danni della Gioielleria Giorgini all'interno del centro commerciale La Cittadella di via Roubaix. Il titolare del negozio, Andrea Giorgini, non ha ancora quantificato con esattezza l'ammontare della refurtiva, ma da quanto ricorda fosse all'interno della cassaforte svuotata dai banditi, la somma potrebbe essere superiore ai centomila euro (la gioielleria è assicurata).
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Sul fronte delle indagini va registrata un'importante novità per quanto riguarda le armi usate dai banditi. A caldo i testimoni hanno parlato di un mitra, ma secondo la squadra mobile della polizia si sarebbe trattato di un fucile a canne mozze. Non è stato possibile visionare le immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza perché l'hard disk è stato danneggiato, spiega la Questura, ma in base alle testimonianze di chi era presente, sembra certo che i rapinatori non abbiano usato un mitra. Un fucile a canne mozze, come è ovvio, fa ugualmente paura ma sotto il profilo dello spessore criminale dei rapinatori fa una bella differenza. Chi è in possesso di un'arma da guerra automatica come un mitra di solito fa parte di un circuito diverso da quello dei semplici rapinatori.
"Ancora non riesco a crederci - racconta Andrea Giorgini, il titolare della gioielleria, che non era presente al momento della rapina - Mai avremmo creduto che potessero venire a fare un colpo del genere alle sei del pomeriggio, con tutta la gente presente nel centro commerciale. Questi qui non hanno più paura di niente, e di fronte a queste cose viene voglia di smettere".
La Gioielleria Giorgini è presente nel centro commerciale La Cittadella ormai da cinque anni e il titolare dice che finora non era mai successo nulla di strano, né furti né rapine. Di solito una guardia giurata è presente intorno all'orario di chiusura, e forse proprio per questo i banditi hanno scelto un orario diverso per mettere a segno il colpo, senza preoccuparsi del fatto che fossero presenti decine di persone, e dunque del rischio che qualcuno avvertisse tempestivamente le forze dell'ordine. Se fosse successo, si sarebbe rischiato un conflitto a fuoco.
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