Il Tirreno

Prato

Ospedale sicuro? Lo valuteranno anche i pazienti

di Camilla Bernacchioni
In ospedale è importantissima l'igiene per evitare infezioni
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In ospedale è importantissima l'igiene per evitare infezioni

Un progetto pilota sui rischi coinvolge il Santo Stefano e verrà presentato tra qualche giorno ad Arezzo

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PRATO. Il Santo Stefano è un ospedale sicuro per il paziente? Ora lo valutano anche i pratesi. Il nuovo ospedale di Prato è, infatti, il primo in Italia a sperimentare una "check list", una lista di controllo relativa alla sicurezza del paziente dal punto di osservazione dei cittadini – con tanto di formazione e sopralluogo - grazie a un percorso sull'umanizzazione delle cure proposto dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas). Il modello Prato sarà presentato ad Arezzo il 27 novembre al 10° Forum Nazionale sul Risk Management, dal direttore dell’unità operativa Gestione Rischio Clinico della Asl 4 Ismaele Fusco.

Chiunque sia stato in visita all’ospedale avrà notato i contenitori di gel alcolico per l’igiene delle mani: un gesto semplice ed efficace per evitare il diffondersi di germi e infezioni nei pazienti ospedalieri che, per il loro stato fisico, sono a maggior rischio di contaminazione. Una buona pratica di sicurezza che rientra nelle competenze della Gestione Rischio Clinico che riguarda l'insieme delle attività finalizzate all’individuazione, valutazione e prevenzione dei rischi presenti all'interno di un'organizzazione sanitaria.

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“Per le infezioni ospedaliere si parla di 7.000 morti all’anno in Italia – spiega Fusco - per questo è importante promuovere una cultura della sicurezza del paziente e degli operatori stessi attraverso un approccio multidisciplinare; coinvolgere i cittadini in questo processo, per adesso in via sperimentale a Prato, rappresenta un grande cambiamento culturale”.

Il paziente partecipa lui stesso in qualche modo alla gestione del rischio chiedendo spiegazioni se ci sono dei dubbi o delle preoccupazioni, facendo conoscere le proprie abitudini, controllando i dati della propria salute e prendendo nota delle indicazioni dei sanitari, conoscendo le terapie da seguire.

Nella Asl 4 sono stati realizzati dei dépliant informativi che spiegano, per esempio, oltre all’igiene delle mani, come prevenire le cadute in ospedale e nelle residente sanitarie, o in gravidanza, il controllo e la cura del dolore negli adulti e nei bambini. In linea con i dati nazionali sulla sinistrosità, il maggior numero di richieste di risarcimento danni alle Asl toscane (a Prato una media di 67 all’anno, contenute nella relazione annuale regionale sulla Gestione Rischio Clinico), è a carico delle specialità chirurgiche (chirurgia ed ortopedia) per eventi avversi correlati agli interventi, seguite dall’ostetricia, dal pronto soccorso e dalle specialità mediche. Anche i cosiddetti eventi sentinella - eventi avversi particolarmente gravi e potenzialmente evitabili, che possono comportare la morte o un grave danno al paziente (4 a Prato nel 2014) - seguono la stessa distribuzione.

“Dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione, con monitoraggio continuo e formazione degli operatori” conclude Fusco. Per questo esistono le figure dei facilitatori: personale sanitario che ha completato un percorso formativo sulla Gestione Rischio Clinico, che riceve e analizza le segnalazioni degli operatori, invia le schede di segnalazione e le relative analisi e organizza specifici incontri (cioè gli audit, a Prato141 nel 2014) in collaborazione con i direttori delle unità operative e i coordinatori infermieristici. Una volta identificato il rischio, vengono definiti piani di miglioramento per la prevenzione, per supportare i clinici nell'anticipazione e nel contenimento delle conseguenze degli errori. Con il progetto pilota in corso a Prato, l’obiettivo è coinvolgere nei processi di valutazione anche i cittadini.

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