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La lettera al nonno Enzo scritta da Christian Vieri
Prato, nel libro "Chiamatemi bomber" l'ex calciatore ha inserito una lettera indirizzata al nonno che per primo ha creduto nella sua carriera di attaccante
PRATO. Nel libro autobiografico "Chiamatemi bomber" scritto da Christian Vieri insieme a Mirko Graziano, giornalista della Gazzetta dello Sport, e pubblicato da Rizzoli, c'è una lettera che l'ex calciatore ha indirizzato al nonno, Enzo Vieri, scomparso nel 2011. La lettera è molto toccante perché sottolinea lo stretto legame che Bobo Vieri ha avuto col nonno nei suoi primi anni pratesi, ed italiani, ma anche quando la sua carriera calcistica è definitivamente esplosa portandolo ai massimi livelli della serie A e del calcio azzurro. Ecco il testo.
"Caro nonno, ti ricordi i vecchi tempi a Prato, al bar Mati di Luca? E ti ricordi le lettere che Luca mi chiedeva di tradurre in inglese per quella ragazza americana di cui si era innamorato? Beh, gli ho portato bene, sai? Si sono sposati. Ma questa lettera è per te, perciò non divaghiamo.
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Tra i tanti momenti che abbiamo passato lì, al bar Mati, ce n'è uno che non dimenticherò mai, quello in cui ti chiesi a voce un po' troppo alta. "Nonno, mi prendi una cedrata?" e tu mi prendesti in disparte: "Chiamami Vieri, nonno fa vecchio, non mi piace...". A me venne da ridere e anche a te, ci abbracciammo e da quel momento ti ho sempre chiamato Vieri perché preferivi così. Ora però ti chiamo nonno.
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Caro nonno, grazie per tutto l'amore che mi hai dato, lo vedevo nei tuoi occhi quanto era grande, lo capivo da come mi guardavi. Grazie per aver creduto in me quando ero solo un ragazzino di quattordici anni e giocavo nel Santa Lucia. Forse, se non fosse stato per te, non sarei arrivato dove sono arrivato, e non è stato merito solo delle cinquemila lire che mi davi per ogni gol che segnavo (anche perchj poi erano diventate mille..). Il fatto è che, come mi raccomandava la zia Bianca, non volevo deluderti. Perché avevi capito prima di tutti che tuo nipote era un attaccante speciale. Bobo"
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