Proteste
Restaurato il Pulpito di Donatello
Grido d'allarme della soprintendente Cristina Gnoni e di don Renzo Fantappiè. “Non ci sono finanziamenti – tuonano i due – E tutto il territorio è in sofferenza. Senza i soldi della Fondazione non avremmo saputo come fare"
PRATO. Si è trattato di un lavoro attento, preciso, certosino. Un intervento durato da maggio fino a ottobre e che ha permesso il restauro del Pulpito di Donatello (l'ultimo restyling importante risale al 1984) e costato 74mila euro, importo finanziato per la maggior parte della Fondazione Cassa di Risparmio alla quale si sono affiancati gli “Amici della diocesi” e l'associazione fabbricerie italiane. E' felice di presentare il restauro monsignor Nedo Mannucci vicario generale della diocesi. Che sottolinea come i lavori siano stati conclusi in tempo per la visita del Papa che è salito sul Pulpito.
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“Cosa non scontata – precisa Mannucci – E invece Francesco è il secondo Pontefice che saluta Prato da quello che è il segno e cuore della città”. I restauri hanno interessato l'intero Pulpito: dalla parte marmorea a quella lignea fino alla copertura in piombo dell'ombrello. La zona della balaustra e delle formelle è stata curata da Alberto Casciani mentre per la ripulitura del capitello e il consolidamento di quello chiamato ombrello se ne è occupato Daniele Piacenti (la direzione dei lavori è stata affidata all'architetto Chiara Bardazzi).
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La soprintendente Cristina Gnoni spiega come l'intervento sia importante per l'opera ed anche per la metodologia di restauro che ha interessato diversi tipi di materiali presenti nel Pulpito. La parte marmorea è stata consolidata quindi ripulita dallo sporco formatosi nel corso del tempo e per fare questo è stato usato un particolare tipo di laser, quindi le moderne tecnologie a servizio di un'opera antica qual è il Pulpito. Inoltre sono stati fatti anche prelievi di marmo per capire la sua provenienza e dopo attente analisi è risultato essere quello di Carrara.
Durante i lavori sono state fatte integrazioni in stucco e acrilico delle parti mancante delle formelle e poi consolidamento delle cornici sotto la mensola. Per quanto riguarda il soffitto cassettonato questo è stato un intervento di tipo conservativo. Durante i restauri Irene Saccenti ha girato alcune immagini di come avanzavano i lavori. Ne ha scelte alcune per realizzare due video, entrambi della durata di alcuni minuti dove si vede nel dettaglio come venivano eseguiti i lavori: dalla ripulitura all'aggiunta delle piccole mattonelle mancanti del mosaico dietro ai putti.
Un grido d'allarme arriva però dalla soprintendente Gnoni e dall'ufficio beni culturali della diocesi per bocca di don Renzo Fantappiè. “Non ci sono finanziamenti – tuonano i due – E tutto il territorio è in sofferenza. E se mancano i soldi non si possono portare avanti interventi che le opere d'arte hanno bisogno. Quello del Pulpito – aggiunge il sacerdote – è stato possibile grazie alla Fondazione. Senza non so come avremmo fatto”.
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