Il Tirreno

Prato

Gruppo Tintoriale c’è la dichiarazione di fallimento in proprio

di Ilenia Reali

La notizia è stata data dalla famiglia Beccaglia durante la discussione di un’istanza dei creditori

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PRATO. Il Gruppo Tintoriale ha presentato ieri la domanda di fallimento in proprio. La notizia è stata data dalla famiglia Beccaglia (erano presenti sia i tre figli sia la vedova di Valdemaro Beccaglia) in Tribunale a Prato durante la discussione delle istanze di fallimento presentate da due lavoratori, già esterni all'azienda dal 2014 erano arrivate davanti al giudice Brogi insieme alla stessa richiesta presentata da un fornitore di prodotti chimici, la Daykem.

La presentazione del fallimento in proprio era stata presentata in cancelleria pochi minuti prima e quindi la comunicazione era necessaria perché le istanze in caso di avvio delle procedure fallimentari vengono sospese.

Ancora non ci sono informazioni né sullo stato passivo né su eventuali crediti disponibili per saldare quando dovuto ai creditori e ai dipendenti che avanzano dalle tre alle quattro mensilità.

E' presumibile però che non ci sia molto attivo dal momento che il fallimento nasce per l'impossibilità di poter presentare un concordato preventivo che prevede il pagamento, oltre al 100 per cento dei creditori privilegiati del 20 per cento dei creditori chirografari in caso di cessazione dell'attività.

Il Tribunale nel giro di qualche ora ha accettato il fallimento e ha nominato curatore il commercialista Paolo Biancalani che tra i primi impegni avrà quello di trovare una soluzione per i 29 dipendenti che ancora non sono in mobilità e che rischiano nel caso si andasse all'anno prossimo di perdere sei mesi dell'ammortizzatore sociale.

L'azienda, che era in liquidazione, aveva cessato l'attività il 30 settembre e da quel momento non sono mancati i momenti di tensione con i dipendenti che fin da ultimo avevano dato la propria disponibilità a lavorare alla proprietà nonostante il mancato pagamento degli stipendi fino a superare le due mensilità, limite per cui l'Inps in caso di procedure fallimentari copre i lavoratori (insieme al Tfr).

Gli unici dati pubblici disponibili sono quelli del 31 dicembre del 2013, da cui emerge che il Gruppo Tintoriale srl aveva un patrimonio netto negativo di 707.610 euro a seguito di una perdita di oltre 760mila euro.

L’esposizione debitoria era di oltre 4milioni e 300mila euro mentre il valore della produzione di quasi 3 milioni di euro.

I costi della produzione erano di oltre 3.500.000 di euro ben oltre 500mila euro in più. L’adunanza dei creditori è stata già fissata per il17 marzo.

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