Sicurezza
Troppe slot: «Servono regole più severe»
Prato è seconda in Italia per numero di macchinette. Ludopatia: i “malati” potrebbero essere 3.000
PRATO. E’ allarme ludopatia a Prato, che risulta essere la seconda città italiana per numero di slot machine (in rapporto alla popolazione) installate in 238 esercizi e 40 sale giochi. In Italia la percentuale dei giocatori patologici oscilla tra lo 0,5 e il 2% della popolazione, di conseguenza a Prato si stima che gli affetti da questa malattia vadano da 900 a 3.500. Ecco allora che bisogna correre ai ripari per arginare questo fenomeno, spesso non considerato come una malattia e preso sottogamba.
«Il Comune – spiega l’assessore Simone Mangani - stava lavorando ad una modifica del regolamento sulle sale giochi che ora è in stand by in quanto undici associazioni del territorio hanno aperto un tavolo partecipativo proprio per chiedere all’amministrazione comunale un impegno per rivedere le norme e cercare di contrastare questa piaga». E se a livello regionale la distanza delle sale giochi dai luoghi sensibili (come scuole o ospedali) è di 500 metri a Prato si abbassa a 200 metri e senza nessuna limitazione di orario, quindi chi vuole può restare aperto anche 24 ore su 24. L’intento è quello di stringere le maglie del regolamento comunale che attualmente sono troppo larghe. Il primo appuntamento del tavolo partecipativo è per sabato 21 novembre: alle ore 10 a Palazzo Buonamici si terrà un convegno sul gioco d’azzardo che vuole essere l’evento iniziale del tavolo per la modifica del regolamento comunale sul gioco d’azzardo. Poi, alle 12 “Slot mob” all’Ermes Caffè in via Nistri, uno dei locali che ha detto no alle macchinette mangia soldi. «La ludopatia – spiega Fabrizio Pellini dell’associazione Polis – è una vera e propria dipendenza e quando le persone si rivolgono al Sert si sono già rovinate. Attualmente i soggetti in cura sono più di cento. Quello su cui puntiamo è la prevenzione quindi la riduzione dell’offerta del gioco. Serve una modifica al regolamento comunale che sia più restringente nell’apertura di nuove sale giochi».
Tre le categorie più a rischio: i giovani, i disoccupati e gli anziani perché vedono nelle slot machine una prospettiva di fortuna economica. Marco Gabbiani, psicologo e psicoterapeuta, è convinto che se diminuiscono le offerte (meno sale giochi) calano le “tentazioni”.
Azelio Biagioni
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