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Prato

Quella casa era un macello. Abusivo

Quella casa era un macello. Abusivo

La Finanza trova 269 tra anatre, oche e galline in un appartamento di via Filzi: denunciati due coniugi cinesi

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PRATO. Quando i finanzieri sono entrati nell’appartamento di via Filzi, accanto alla galleria che unisce la strada con via Pistoiese, vale a dire nel cuore di Chinatown, sapevano che avrebbero sequestrato del pollame, ma nemmeno loro si aspettavano di trovarsi davanti a così tanti volatili vivi: 269 tra anatre, polli, oche e galline, oltre a una quantità imprecisata di pollame morto e pronto per essere venduto.

Quella casa, dove abitano due coniugi cinesi e il figlio maggiorenne, era un vero macello, letteralmente. Un macello abusivo, ovviamente. E per questo i coniugi sono stati denunciati per macellazione abusiva.

Il controllo è scattato nei giorni scorsi e l’esito è stato reso noto ieri dal Gruppo della guardia di finanza. Le Fiamme gialle avevano raccolto una segnalazione abbastanza dettagliata di quello che poteva esserci in quella casa a piano terra e hanno deciso di vederci chiaro. Quando hanno bussato e si sono fatti aprire sono stati investiti da un’acre zaffata tipica dei pollai o degli allevamenti. Il motivo è risultato presto chiaro. Le poche stanze dell’abitazione erano letteralmente riempite di gabbie contenenti oche, polli, galline e anatre, molte delle quali starnazzanti.

È verosimile che i finanzieri abbiano trattenuto un sorriso di fronte allo spettacolo e si sono subito messi al lavoro. Per prima cosa hanno chiesto, per scrupolo, se il padrone di casa avesse una qualche autorizzazione per tenere in casa le gabbie e per la macellazione. Ricevuta la risposta negativa, si sono messi a contare e classificare gli animali, mentre altri si mettevano in contatto con un’associazione di volontari ai quali sarebbero poi stati consegnati i volatili, che sono in sequestro e quindi non si possono sopprimere.

Oltre alle gabbie, i militari hanno trovato numerose bacinelle con pezzi di polli e anatre già macellati, mangime in gran quantità e tutti gli strumenti necessari per la macellazione, mannaie e strumenti per spiumare gli animali.

La casa di via Filzi non dispone di un giardino e dunque tutti i volatili erano tenuti nelle stanze, anche in bagno, anche accanto alle tre brandine dove dormono marito, moglie e figlio sui venti anni.

Una situazione al limite dell’incredibile. È vero infatti che fino a non molti anni fa era normale trovare i contadini, anche a ridosso della città, che allevavano e tiravano il collo a galline e polli per rivenderli. Ma trovare un macello dentro un’abitazione nel centro della città ci riporta indietro di qualche secolo.

Non è solo una questione formale di mancate autorizzazioni. In via Filzi, riferisce la Finanza, sono state violate le più elementari norme igieniche che dovrebbero regolare l’allevamento e la macellazione dei volatili. E al momento risulta oscuro il motivo per cui i coniugi cinesi hanno deciso di farlo in casa anziché comprare le galline al mercato e tenerle in un giardino per poi macellarle e rivenderle.

Secondo la Finanza le vendevano a privati cittadini, ma è forte il sospetto che tra i clienti della coppia ci fossero anche i ristoranti cinesi della zona, soprattutto per il numero di animali che sono stati trovati.

Accertamenti in questo senso verranno fatti nei prossimi giorni e non sono esclusi sviluppi. Intanto le galline sono state portate via e l’abitazione, che non è stata sequestrata, è tornata almeno un po’ più vivibile per la famiglia cinese che ci aveva impiantato un macello.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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