Il dolore
Così emarginati, così umani
Omaggio a Pippo Delbono con gli spettacoli-concerto “Il sangue” e “La notte”
PRATO. Il Metastasio offre una tre giorni monografica in omaggio a Pippo Delbono, artista ligure tra i più celebrati del teatro italiano. Formatosi principalmente in Danimarca con Iben Nagel Rasmussen, attrice dell'Odin Teatret, poi con la maestra del teatro-danza Pina Bausch, porterà in scena ben due lavori: "Il sangue", stasera al teatro Metastasio, e "La notte", il 18 e 19 novembre al teatro Fabbricone. Due spettacoli-concerto, in cui l'artista è accompagnato dapprima dalla candida voce di Petra Magoni (da anni cantante nel duo "Musica Nuda") e dalla polistrumentista Ilaria Fantin, poi dall'amico-musicista pistoiese Piero Corso. Ne "Il sangue" Delbono si confronta a suo modo con il mito di Edipo indagando lo stato di orfano e lo sradicamento come condizione dell'uomo contemporaneo. Un viaggio tra vita e morte in un percorso musicale che passa da Lou Reed, a Leonard Cohen, da Sinéad O'Connor a Fabrizio De André. "La notte" invece è tratto dal testo "La Nuit juste avant les forêts" di Bernard-Marie Koltès che l'attore-regista ha avuto la facoltà di stracciare e stravolgere per comporre un monologo intenso e provocatorio. La lettera del fratello Francois Koltès e la lettera della stessa madre dell'autore rivolta al figlio sono l'occasione per raccontare rapporti familiari, per scivolare su un piano autobiografico, per interrogarci sul significato di amore. Temi che si intrecciano con quelli che spesso Delbono tocca nei suoi spettacoli, da "Barboni" (Premio speciale Ubu 1997) a "Guerra", da "Esodo" a "Dopo la battaglia" (Premio Ubu 2011 come "miglior spettacolo"). La musica, il ritmo, il movimento, elementi presenti in entrambi gli spettacoli proposti, sono un accompagnamento alla vita, come lo stesso attore afferma: «Nella vita le emozioni, le azioni hanno un ritmo; l'ansia, il dolore, la rabbia, l'attesa, tutto ha un ritmo che cambia sempre. È quel ritmo che mi interessa». Pippo Delbono ci racconta della guerra, di figure perse nell'ombra della notte alla ricerca del senso più profondo della vita. Quella vita vera che si ritrova nei personaggi messi ai margini della società ma così densi di umanità.
Leone Barilli
Antonia Liberto
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