Il Tirreno

Prato

Gruppo Tintoriale, tensione tra i dipendenti e il titolare

di Alessandra Agrati
I dipendenti del Gruppo Tintoriale davanti all'azienda
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I dipendenti del Gruppo Tintoriale davanti all'azienda

L'azienda è stata messa in liquidazione e i lavoratori attendono di riscuotere quattro mesi di stipendi arretrati. Duro faccia a faccia davanti alla sede

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PRATO. Momenti di tensione ieri mattina, 14 novembre, davanti alla sede del Gruppo Tintoriale alla Madonna della Tosse: un gruppo di dipendenti si è scontrato verbalmente con Alessandro Beccaglia, uno dei titolari della società. Motivo della contestazione i movimenti di merce dal deposito di Carmignanello alla sede di Prato.
Due versioni contrastanti: Beccaglia dapprima ha dichiarato di aver trasportato dal comune di Cantagallo a quello di Prato del materiale di proprietà dell’azienda «perché lassù non ci sono più le condizioni di sicurezza». Ma il guidatore del furgone, un ex dipendente del gruppo, ha dato una versione diversa.

Le due versioni, però, non convincono i lavoratori che hanno cercato di capire quello che stava succedendo. «E' inutile che fai finta di non sapere nulla – ha più volte urlato la moglie di un dipendente – anche tu firmi i bilanci. Sai benissimo che cosa succede, è inutile che fai la faccia contrita. Di noi non ti interessa nulla».
La risposta è stata un po' confusa. «Io non so nulla, mio fratello mi ha detto di venire qui. Ce lo ha detto il commercialista di trasportare la roba, del resto questa è la nostra azienda. Qui ci sono le telecamere e la roba è al sicuro. Siamo andati avanti fino a quando abbiamo potuto, lo abbiamo fatto per voi. Mio fratello ha quel carattere, ma è un bravo ragazzo. Del resto ci siamo trovati in queste condizioni dopo la morte di mio padre. Abbiamo due ditte da gestire e facciamo quello che possiamo».

Parole che hanno acceso gli animi. «Non prenderci in giro - hanno urlato i dipendenti - abbiamo quattro mesi di arretrato e non sappiamo come fare a mangiare. Non ci sospendono neppure il pagamento del mutuo perché l'azienda non è stata chiusa». L’azienda ora è in liquidazione e gli operai da tempo chiedono di essere messi in mobilità. Nel frattempo si è tenuta in Tribunale un’udienza nella quale si è discussa la richiesta di pagamento da parte di alcuni creditori.
 

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