Il Tirreno

Prato

Filpucci cerca filatori e non riesce a trovarli

Ilenia Reali
Leandro Gualtieri nella filatura a pettine dell'azienda Filpucci (foto Batavia)
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Leandro Gualtieri nella filatura a pettine dell'azienda Filpucci (foto Batavia)

Il re dei filatori di Prato Leandro Gualtieri: "Siamo disposti a formare chi ha voglia di provarci. Ma gli under 30 non vogliono lavorare come operai tessili"

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PRATO. Il debutto c'è stato a luglio durante la fiera di Pitti filati e già il filo di cachemire riciclato firmato Filpucci è entrato a pieno titolo nelle collezioni nelle case di moda, tra gli altri, di Gucci, Dolce e Gabbana, Hugo Boss. I filati innovativi e superecologici di altissima qualità piacciono sempre di più ai clienti e agli stilisti e le aziende pratesi più titolate stanno raccogliendo i frutti di anni di ricerca e investimenti. La produzione ha però bisogno di operai specializzati e non sempre si riescono a trovare.

Lo dice senza paura di essere sconfessato l'imprenditore Leandro Gualtieri, patron della Filpucci, che avrebbe bisogno di quattro nuovi filatori ma ha tutt'altro che la fila di interessati al posto di lavoro davanti alla porta dell'azienda. Un’opinione, tra l’altro, confermata dagli studi sulla mappatura della filiera che tra i punti deboli del settore ha evidenziato proprio la difficoltà nel ricambio generazionale e nel reperire personale altamente specializzato per le fasi più tecniche come le filature e le rifinizioni.

"Trovare personale esperto è molto difficile - spiega Leandro Gualtieri - perché con la crisi del settore una parte dei filatori è andata in pensione e chi invece esce dalla produzione per crisi aziendali spesso non intende tornare a lavorare per il settore tessile". "Dall'altra parte - continua l’imprenditore - i giovani preferiscono fare altro, trovare posti di lavoro nei negozi o negli uffici. Vorrei assumere quattro persone ma non è facile trovare i giusti profili: offriamo contratto a tempo determinato e conferma a tempo indeterminato dopo un periodo di prova. Già l'anno passato abbiamo preso 6 giovani, insegnando loro il mestiere, e siamo pronti a fare altrettanto questa volta. Nonostante i requisiti richiesti non siano molti, poco altro oltre la voglia di lavorare, le richieste sono sempre pochissime".

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Lo staff di Gualtieri conferma. Le filatrici esperte non si trovano e i giovani scappano. "Abbiamo avuto giovani di 20- 21 anni che sono arrivati pieni di entusiasmo - riferisce Monica Mati dell'ufficio personale - e che, dopo appena una giornata di lavoro, hanno chiamato spiegando che non sarebbero tornati. Probabilmente non sono pronti a un lavoro in fabbrica e si aspettano altro. Quando cerchiamo persone sia attraverso il Centro per l'impiego sia con le società di somministrazione ci arrivano pochissime persone. L'anno passato da febbraio a maggio è arrivata una sola persona. E altri 2-3 giovani che abbiamo provato il giorno successivo non sono tornati".

Lo stipendio di un filatore con un contratto a tempo determinato è di circa 1.100 euro netti, cifra che sale se si fanno turni di sera e di notte. Il tessile, se si tratta di operai specializzati, non piace però ai più ai giovani che spesso ci arrivano dopo aver perso le speranze di fare altro. "Eppure - aggiunge Gualtieri - noi siamo disposti a investire nel personale. Quest'anno siamo andati molto bene e tutt'ora stiamo lavorando a pieno regime anche con la filatura aiutati dal rafforzamento del dollaro sull'euro abbiamo avuto buoni margini".

Una tendenza, dopo gli anni della crisi, che si ritrova in gran parte delle aziende di filati più strutturate del territorio che hanno saputo diventare punto di riferimento per il mondo della moda. "Investire sul filato riciclato - sottolinea Gualtieri - ci ha aiutato. E infatti vendiamo il cachemire con un cartellino ad hoc dove si spiega che si tratta di un filato ecologico, realizzato con fibre riciclate e con una composizione di 95% cachemire, 5% lana. Chi ha capito che la tendenza era produrre inquinando il meno possibile oggi sta avendo buoni risultati".

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