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Prato

Valentina e Riccardo Amore e amarezza I due volti del tessile

Valentina e Riccardo Amore e amarezza I due volti del tessile

Lei ha riscoperto l’orgoglio di lavorare nel settore storico Lui, tintore disoccupato, cerca di fuggirne e cambiare

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PRATO. Valentina Del Confetto, 39 anni, lavorava in uno dei consorzi per anni considerato il fiore all’occhiello dell’artigianato tessile pratese. Grantessuto fu travolto dalla crisi del 2009 e Valentina perse il lavoro. Oggi lavora a Lineapiù come filatrice. Riccardo Cerchiari di anni invece ne ha 47 ed ha alle spalle trent’anni di lavoro nella nobilitazione come tintore, arrotolatore, garzatore. Ex dipendente di Eurotintoria, un diploma tecnico in servizi sociali, ora è in cassa integrazione e sta cercando di fuggire dal tessile. Entrambi hanno vissuto l’esperienza del licenziamento e hanno avuto l’esigenza di reinventarsi. E vivono il loro rapporto con il tessile in modo assai diverso. «Quando mi hanno licenziata - racconta Del Confetto - sembrava che non ci sarebbe rimasta alcuna azienda tessile e che tutto fosse destinato a finire. Io cercai di fare altro: commessa nei mercatini, lavoretti vari, non si trovava niente. Ero talmente delusa e amareggiata che non volevo più sentir parlare di stoffe e filati. Poi, dopo circa un anno, feci un corso in Cgil sulla storia di Prato e del tessile e mi venne la nostalgia. Per assurdo, io di origine pisana, mi rendevo conto di aver fatto parte di qualcosa di grande proprio quando ormai ne ero fuori. Quando ho avuto l’opportunità di rientrare nel settore con Lineapiù l’ho fatto quindi con orgoglio. Con una consapevolezza differente e con la voglia di mettere a disposizione la mia manualità, la mia testa e il mio impegno per realizzare qualcosa di importante. So oggi che contribuisco a realizzare qualcosa di meraviglioso: filati che fanno la storia della moda». «L’azienda per cui lavoro ha un respiro diverso rispetto alla precedente - aggiunge Valentina - ma sento che il tessile è riuscito a cambiare, a trasformarsi e credo che quel filo che si era spezzato adesso si sia riannodato. Sono contenta di essere tornata a farne parte». Riccardo Cerchiari invece vive il momento dell’amarezza. «Sono deluso da quanto è successo alla mia azienda - racconta - e quindi ho scelto di formarmi per fare altro. Ho fatto un corso di macellaio, uno di gastronomo e ora sto facendo quello di panificatore. Vedo che ogni giorno chiude un’azienda tessile ed io vorrei lasciare alle spalle quest’ esperienza per lavorare nel sociale o nell’alimentare. Ho voglia di rimettermi in gioco. Ma lontano dalla fabbrica».

Ilenia Reali

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