Attenzione
Mettono i sigilli alla ditta e vengono aggredite
Due ispettrici dell’Asl hanno passato un brutto quarto d’ora a Vaiano Il padre del titolare della confezione cinese ha tentato di impedire la chiusura
PRATO. Due ispettrici dell'Asl sono state aggredite da un imprenditore cinese al termine di un controllo a una confezione di Vaiano gestita da orientali. E' accaduto nella serata di mercoledì e lo si apprende in Procura.
Secondo quanto finora ricostruito, l'aggressione è avvenuta mentre le due ispettrici, che fanno parte della squadra del Dipartimento di prevenzione, impegnata nei controlli straordinari alle confezioni cinesi, si stavano accingendo a mettere i sigilli al portone dell'azienda. Fino a quel momento tutto era filato abbastanza liscio, nonostante fossero state accertate violazioni alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e difetti all'impianto elettrico. Può darsi che i cinesi non avessero capito che la confezione sarebbe stata sequestrata. Sta di fatto che quando le due ispettrici hanno tirato fuori i sigilli, un orientale, che sarebbe il padre del titolare formale della ditta, ha tentato di impedire l'operazione e ha colpito con un pugno alla testa una delle due donne, spintonando l'altra.
Il tutto è accaduto sotto gli occhi di una pattuglia della polizia municipale, che è intervenuta per calmare gli animi. Nel trambusto, l'aggressore è riuscito ad allontanarsi (verrà verosimilmente denunciato per lesioni e resistenza), mentre l'ispettrice colpita si è fatta medicare al pronto soccorso dell’ospedale di Prato.
Un episodio simile, anche se dai contorni diversi, è accaduto lo scorso mese di luglio durante un controllo a una confezione cinese di via Strozzi. Anche in quel caso furono coinvolti gli ispettori dell’Asl: alla richiesta di documenti, il marito della titolare tirò fuori una pistola dal cassetto e la posò sulla scrivania. Un atteggiamento intimidatorio che gli costò una denuncia.
Non più tardi di mercoledì a Firenze è stato fatto un bilancio dei controlli del progetto “Lavoro sicuro”: quasi 4mila aziende controllate e 3,8 milioni di multe riscossi fino a giugno che potrebbero diventare sei milioni a dicembre. Risultati incoraggianti, ma è stato anche fatto notare che la grande maggioranza delle aziende cinesi controllate continuano a non rispettare le norme dello Stato italiano. E quando scatta il sequestro, qualcuno si arrabbia.
Paolo Nencioni
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