Il dolore
Abuso della professione, due sotto processo
Prato, tutto nasce dal mancato pagamento di alcune imposte. La difesa: «Non è necessario essere iscritti all’albo»
PRATO. Tutto è cominciato con il fermo di un'auto da parte di Equitalia di proprietà di Maurizio Caruso, piccolo imprenditore titolare di un'azienda che si occupa di ossigenoterapia. All'origine il mancato pagamento di imposte relative al 2008. Un fatto lì per lì incomprensibile per l’uomo che ha cercato di capire meglio. Prima una richiesta di spiegazioni al professionista pratese che lo seguiva per la contabilità e poi, con il passare dei mesi ed alcune consulenze, la presa d'atto che sì, quei 2.210 euro e spiccioli, non erano andati dove lui credeva. Caruso ha parlato del fatto con alcuni parenti, anche loro clienti dello "Studio commerciale e legale Rag. Vinattieri e dott. Meoni" ed è emerso che anche loro avevano compilato assegni per circa 35.000 euro convinti che fossero destinati al pagamento di imposte di cui invece risultavano morosi. Una storia complessa finita ieri davanti al giudice Franco Borselli (e che andrà a sentenza il 30 novembre) e che vede imputati per abuso della professione di commercialista i professionisti Antonio Meoni e Andrea Maria Vinattieri e per cui il pm Valentina Sanfelice ha fatto una richiesta di pena per complessivi 4 anni e 11 mesi di reclusione per il Meoni, considerato dall’accusa il referente degli imprenditori (solo lui è imputato anche per appropriazione indebita) e un anno e 7 mesi per Vinattieri.
Le parti civili difese dagli avvocati Andrea Logli e Andrea Caniato hanno concluso chiedendo il risarcimento del danno. Una delle aziende coinvolte aveva già rimesso querela dopo aver ottenuto un risarcimento. Per quanto riguarda la difesa l'avvocato Andrea Pagnini, che rappresenta Meoni, respinge le accuse sottolineando che per il tipo di servizio offerto alle aziende non è necessaria l'iscrizione all'ordine dei commercialisti e che comunque il suo assistito è un esperto tributarista iscritto all'albo dal 2001 oltre che in possesso della laurea triennale, dal 2008, in Scienze economiche e bancarie. Per quanto riguarda l'accusa di appropriazione indebita sottolinea come gli assegni "fossero pagamenti fatti per natura gestionale". Per l'avvocato Dante Innocenti, legale di Vinattieri, il fatto non sussiste dal momento che il suo assistito era solo presente fisicamente nello studio di cui era socio.
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