Sicurezza
La Papamobile fin sotto le tribune E lo stadio sorride
Il Pontefice cambia il tragitto di qualche metro per salutare i piccoli allievi delle scuole pratesi
PRATO. Il primo elicottero bianco è arrivato alle 7.45. La musica allo stadio Lungobisenzio si è accesa, gli alunni in rappresentanza delle scuole hanno alzato i palloncini. Sono partiti i tweet e le dirette delle televisioni. Uno, due, tre, quattro, cinque secondi. E' freddo, l'umidità entra nelle ossa, c'è voglia di vedere il Papa. Si apre il portellone dell'elicottero ma Papa Francesco non scende.
La speranza è delusa. E lì per lì lo sono anche gli alunni delle scuole pratesi che sono stati estratti a sorte per dare il primo buongiorno allo stadio Lungobisenzio. La sensazione, dalle tribune, è quella di un Papa che atterrerà troppo lontano e che sarà difficile vederlo. I più piccoli, arrivati poco dopo l'alba, sono stanchi.
Quando però Papa Francesco arriva e sale sulla Papamobile fa uno strappo e passa proprio sotto le tribune. Nel piano iniziale non avrebbe dovuto farlo ma con il suo passaggio fa tornare il sorriso ai piccoli e fa tornare alto l'umore.
L'emozione è forte e cala il silenzio. Il Papa è lì, pare quasi di toccarlo. «E' più serio di come appare in televisione», dicono i bambini. I ragazzini delle giovanili del Prato balzano in piedi sulle seggioline della tribuna dove sono insieme ai giornalisti. Si erano arresi all'idea di poter vedere poco più di una macchia bianca in mezzo al campo. E invece Papa Francesco è a pochi passi.
Anna, Tommaso e Aurora (tutti 10 anni) sono eccitati. «Abbiamo urlato tantissimo», esordiscono insieme alla compagna di scuola Dafne.
Papa Francesco emoziona. Grandi e piccini. Anche se appare diverso, quasi un po' triste mentre sfila allo stadio sulla Papamobile. «E' più serio dal vero che in televisione». Parola di Sara e Alessia mentre Tommaso e Giulia non hanno dubbi nel sostenere, seri, che con l'arrivo del primo elicottero vuoto hanno temuto che non potesse arrivare più. I più grandi sentono il momento anche se, la mancanza del maxi schermo allo Stadio a differenza delle piazze, fa calare l'attenzione. Specialmente dei ragazzini, compresi i 250 atleti del Prato calcio, seduti sulle gradinate con gli allenatori e il presidente del Paolo Toccafondi che porta con sé la maglia numero 10 del Prato che il sindaco consegnerà al nuovo "fantasista" biancazzurro Bergoglio.
Anche dentro le mura, lungo il percorso, la giornata è cominciata presto per i più piccoli, protagonisti della visita del Papa.
Un gruppo di bambini della scuola “Cuore Immacolato di Maria” è arrivato in piazza del Comune per salutare il Papa prima che lasciasse la città, dopo averlo aspettato in Piazza Europa e seguito lungo tutto il suo percorso attraverso il centro storico. «E’ stato bello ed emozionante», raccontano Alice e Giovanni Velluti, Sara e Giulio Menici, Matteo e Camilla Brugno, Giovanni Miano, Elisa e Leonardo Bogani. «Per vederlo ci siamo svegliati alle cinque, ma era un’occasione unica per noi: non potevamo perdercela».
«Questo Papa ci piace perché è gentile e simpatico», aggiungono. «Ci sarebbe piaciuto potergli stringere la mano e fermarci a parlare con lui , ma siamo contenti lo stesso perché l’abbiamo visto da molto vicino, da ogni punto del tragitto in cui ci siamo spostati». Non sembrano affatto delusi dell’apparente scarsa considerazione. Poi fanno presente che per loro non è stata la prima volta.
«Con la scuola siamo andati in gita in Vaticano per vedere il Papa, che ci ha abbracciati e baciati tutti».
Un’altra bambina tra i pochissimi presenti in piazza del Comune è Elena Molina: ha 13 anni, arriva da Agliana e si è svegliata alle 4 per assicurarsi un posto in prima fila davanti alle transenne.
La sua scuola era aperta, ma lei l’ha saltata per vedere Papa Francesco. Non è andata in piazza Duomo, ma si è fermata lungo l’itinerario, proprio di fronte a Palazzo Pretorio. Da lì è riuscita a scattare foto bellissime, che ha mostrato con orgoglio, e prima del passaggio della Papamobile ha detto: «Spero tanto di riuscire a sfiorarlo e a stringergli la mano».
Peccato che il Papa abbia fatto il giro della piazza salutando e sorridendo a tutti, ma senza fermarsi. «Sono contenta comunque di essere riuscita a vederlo così da vicino».
Prima dell’alba è arrivata anche Margherita Gruni, 10 anni, anche lei in prima fila insieme al padre. «Non importa se non si fermerà a parlare con noi, mi basta riuscire a vederlo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
