Il Tirreno

Prato

Itma torna in Italia, 45 le imprese pratesi

Barbara Burzi
Un macchinario tessile della Bematic Bettarini&Serafini di Prato
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Un macchinario tessile della Bematic Bettarini&Serafini di Prato

Dal 12 al 19 a Milano l’appuntamento più importante per il meccanotessile. Qui si decide il destino del settore, che attraversa una fase di ripresa

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PRATO. L’appuntamento fieristico più atteso da tutto il comparto meccanotessile accende i motori: la 17ª edizione di Itma, la più importante esposizione internazionale di macchinari e tecnologie per il tessile, aprirà i battenti il 12 novembre, a Milano. Il principale evento del settore - si tiene ogni quattro anni - torna in Italia dopo vent’anni e diverse edizioni all’estero, come prevede la formula itinerante della manifestazione, che una panoramica a livello mondiale sulle innovazioni della categoria. Dal 12 al 19 novembre tutta l’industria dei costruttori di macchine tessili sarà riunita nei padiglioni di Fiera Milano Rho, che in quest’edizione 2015 raduna ben 1600 espositori da 46 paesi diversi. Le imprese pratesi sono 45.

Numeri che danno il senso delle dimensioni e dell’importanza dell’appuntamento considerato irrinunciabile anche da molti costruttori del distretto pratese. "Itma è l’evento più importante a livello mondiale per il nostro settore - commenta Francesca Fani, presidente della sezione meccanici dell’Unione industriale pratese - anche se ognuno ha le proprie fiere di riferimento, gli sforzi maggiori delle aziende sono concentrati su questa". Il fattore vicinanza quest’anno ha favorito la partecipazione delle aziende del Paese, tant’è che con le risorse risparmiate sulle spedizioni e i trasporti sono aumentati gli investimenti in fiera: lo spazio occupato dagli espositori italiani che hanno acquistato uno stand è aumentato mediamente del 20%.

"Siamo molto contenti perché siamo vicini a casa e questo ci permette di ottimizzare le spese di trasporto - continua Fani - devo dire però che anche se la vicinanza ha aiutato, tutti cercano di avere una presenza a Itma, a prescindere dal paese che ospita la manifestazione, proprio perché non esserci è come non essere presenti sul mercato". Spazi espositivi più grandi, ma anche più complessi da gestire rispetto a quelli di altre manifestazioni, dal momento che questa fiera è diversa da quelle generalmente frequentate dagli imprenditori del distretto della moda.

Se ai colleghi produttori di filati, tessuti e abbigliamento basta chiudere il campionario in valigia e partire, per i costruttori meccanici l’impresa si complica. "In fiera si portano macchinari e si allestiscono stand come fossero veri e propri impianti - spiega la presidente del gruppo - questo comporta spese di trasporto maggiori e la fornitura di acqua ed energia elettrica ad ogni espositore, oltre che un’attenzione particolare alla sicurezza, anche se non tutte le macchine sono funzionanti". Relativamente all’andamento del mercato Fani aggiunge che "dopo un periodo di risalita per cercare di recuperare posizioni perse, il comparto è passato da un 2014 di stabilità a un 2015 positivo con buone prospettive per il 2016, imputabili ancora, per la gran parte, all’esportazione e soltanto in minimi termini al mercato interno".

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