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Dalla Bematic alla Unitech la parola d’ordine è “green”

Dalla Bematic alla Unitech la parola d’ordine è “green”

PRATO. All’Itma di Milano va in scena il meglio della produzione industriale in campo meccano- tessile. Un’attività ad alto contenuto tecnologico e innovativo di cui l’Italia è uno dei massimi...

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PRATO. All’Itma di Milano va in scena il meglio della produzione industriale in campo meccano- tessile. Un’attività ad alto contenuto tecnologico e innovativo di cui l’Italia è uno dei massimi rappresentanti a livello mondiale con il grande contributo dei costruttori pratesi. Filo conduttore di questa otto giorni di fiera, il tema della tecnologia sostenibile: macchinari sempre più performanti e, allo stesso tempo, capaci di consumare di meno con conseguente risparmio energetico. Una sfida raccolta con entusiasmo da Bematic-Bettarini e Serafini srl, azienda storica del distretto, che negli anni ha spostato la sua attenzione dal contesto locale, a cui era rivolta l’ iniziale attività di riparazione e costruzione, ai mercati internazionali, conquistandosi una posizione di rilievo nel campo della rigenerazione degli scarti tessili e della mescolatura e formazione delle fibre per la produzione di non tessuto. La filosofia “green” è nel dna dell’azienda, che ha lavorato alla costruzione di un impianto capace di utilizzare non solo fibre nuove o naturali (iuta, lino, legno) ma anche fibre generate da diversi tipi di scarto: dai trucioli di segatura alla carta, dagli scarti di gomma piuma a quelli dei tessuti d’abbigliamento. Tutti materiali destinati a finire in discarica che così vengono riciclati e trasformati in un prodotto nuovo impiegato per lo più in edilizia come pannello isolante. «Ad Itma porteremo una versione evoluta della formatrice ed alcune macchine che servono ad alimentarla - raccontano i titolari Fabio Serafini e Giovanni Bettarini - il prodotto che si ottiene dalla formatrice potrà alimentare un forno di termofissazione o un’agugliatrice». Macchinari destinati al riciclo di materiali usati (per esempio moquette) sono anche quelli della ditta Dell’Orco & Villani che, per celebrare il cinquantesimo anniversario di attività ha scelto di puntare sulla sfilacciatrice, su cui si basa il core business dell’azienda. «Porteremo un nuovo modello di sfilacciatrice - spiega Sara dell’Orco, ingegnere meccanico dell’azienda - che abbiamo completamente ridisegnato e riprogettato tenendo conto dei punti forti e migliorando una serie di prestazioni a livello tecnologico, allo scopo di renderlo più funzionale. Alla Unitech di Montemurlo la scelta è stata di investire nella tecnologia applicata alle macchine di produzione storica. «Ci presenteremo a Itma con una ramosa di ultimissima generazione, aggiornata sia nei contenuti tecnici, che nella parte estetica e funzionale: il sistema di utilizzo sarà più fruibile da parte dell’utente» fa sapere Andrea Piattelli, presidente dell’azienda. (b.b.)

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