La manifestazione
Perché Papa Francesco si è soffermato sul Sacro Cingolo
L'importanza della reliquia custodita a Prato nelle parole del Pontefice, l'accento su "rispetto, accoglienza e un lavoro degno"
PRATO. Prato è stata definita la chiave di ingresso per il convegno nazionale ecclesiale. Nel breve ma inteso discorso che il Pontefice ha tenuto nella città mariana ha toccato argomenti che potrebbero essere trattati dal convegno che vede riuniti i vescovi cattolici italiani. Temi sui quali la Chiesa cerca di impegnarsi. Come lo sfruttamento del lavoro, del lavoro che arranca alla multietnicità sotto i vari aspetti fino all’integrazione che vacilla. E Francesco li cita tutti.
Per tre volte interrompe, anzi arricchisce, il discorso che legge dal Pulpito di Donatello. Il Papa spiega di essere venuto in questa città come pellegrino, anche se di passaggio. Ai temi fondamentali che riguardano la comunità (non solo cattolica) Francesco si sofferma molto su Prato città della Vergine Maria e sulla sua reliquia più preziosa, la Sacra Cintola. E’ la prima volta che un Pontefice insiste così tanto su questo oggetto culto di forte devozione per la città. Anzi è la stessa città ad essere nata intorno alla reliquia. Il Pulpito dal quale il Papa si è rivolto a tutti è sorto per mostrare la Sacra Cintola ed è stato pensato in modo da abbracciare tutta Prato. Quell’abbraccio che martedì mattina Francesco ha dato a tutti. Il Sacro Cingolo è l’”oggetto” centrale di Prato, ed è da questo che si fonda il primo discorso di Francesco nella giornata toscana. In Cattedrale Papa Francesco lo venera in silenzio e dolcemente lo bacia. La cintura di Maria richiama al Papa la parola di Dio e cita quello che Dio chiese al popolo d’Israele, prima di liberarlo dalla schiavitù d’Egitto, ovvero di celebrare la cena pasquale con i fianchi cinti. “Questo significa essere pronti – dice il Papa - prepararsi a partire, uscire per mettersi in cammino”.
TUTTO SULLA VISITA DEL PAPA A PRATO
Ma in questa frase ci si può leggere un doppio richiamo: oltre a quello mariano c’è la spinta che sempre di più Francesco vuole dare alla chiesa. Una chiesa che deve essere in cammino e non ferma nelle sue stanze. Nel tornare a parlare della Sacra Cintola, Francesco la vede anche come un richiamo al gesto di Gesù durante la cena pasquale quando si strinse le vesti come un servo e lavò i piedi ai suoi discepoli. Pure qui torna forte l’impronta che Bergoglio vuole dare e che sta dando: quella della carità e del servizio. E la Toscana è terra feconda per la carità: un valore della nostra regione è, infatti, il volontariato con tante persone che gratuitamente aiutano il prossimo. Nelle sue parole il Santo Padre fa riferimento non solo a Prato ma a tutti. Della città loda le iniziative a sostegno delle famiglie da adottare. Un riferimento al gesto di carità nei confronti dell’Emporio della solidarietà con la campagna “Adotta una famiglia”.
E’ certo Francesco che bisogna cingersi di verità e tuona contro le trame della menzogna. Quando cita la sacralità di ogni essere umano dice che richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno. La corruzione la chiama cancro, una malattia che, spesso, conduce ad una morte dolorosa. Si rivolge, infine, ai giovani prima di tutto ringraziandoli per la veglia notturna trascorsa in preghiera della sua attesa. A tutti rivolge l’invito a confidare in Maria. In quella donna alla quale il Papa si è affidato nel suo compito di guidare la Chiesa e che Prato venera con grande amore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
