Proteste
La villa dei profughi ostaggio della Lega
Presidio, ieri mattina, in Borgovalsugana di una quindicina di attivisti “armati” di striscioni: “Stop all’invasione”
PRATO. Un presidio, organizzato dalla LegaNord davanti al terra tetto di viale Borgovalsugana che ospita venti profughi, per chiedere al sindaco trasparenza sui costi della ristrutturazione fatta, sulle modalità di affitto e per dire, in sostanza, che i soldi spesi per mantenere i migranti son spesi male. In una quindicina si sono trovati ieri mattina, “armati” di striscioni espliciti: “Stop all’invasione” e “Prima gli italiani”.
«E appunto gli italiani sono costretti a dormire in macchina - spiega Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega Nord di Prato - mentre ai richiedenti asilo viene garantita una villa, la televisione satellitare, il contratto telefonico e i pasti caldi. Non è più ammissibile una situazione di questo genere. Il sindaco deve fare chiarezza. Ci risulta - prosegue Ovattoni - che la casa sia di proprietà di una famiglia che ha ancora la residenza qui. Come è possibile?»
La lega sostiene anche che la villa è ancora intestata al vecchio proprietario deceduto la scorsa primavera. «Mi domando come sia possibile che un defunto firmi un contratto di locazione. Sicuramente c'è qualcosa che non torna, visto anche i rapporti fra la famiglia proprietaria della casa e il presidente della Cooperativa Pane e Rose».
Alle 11 precise un piccolo drappello della lega ha affisso gli striscioni e ha tenuto un comizio con tanto di megafono retto dall’ex consigliere comunale di Italia dei Valori Aurelio Donzella, passato nelle file delle camicie verdi.
Nessuna reazione da parte degli abitanti della casa che per precauzione hanno messo catena e lucchetto al cancello. Prima dell'arrivo del presidio sono giunti nell' abitazione anche alcuni educatori della cooperativa che hanno dichiarato di essere tranquilli, come del resto i ragazzi ospitati all' interno.
Tra i manifestanti anche l'ex assessore allo sport Matteo Grazzini e Walter Correnti presidente del' associazione "Un genitore per amico" che riunisce padri e madri separati. «Non è possibile che ai profughi venga garantito un alloggio e del cibo caldo quando ai genitori divorziati, si nega la possibilità di ristrutturare un asilo in disuso per trasformarlo in camere. Ci sono oltre 500 persone che dormono in macchina. Per loro non si fa nulla». Il progetto dell'associazione prevede l'apertura di una struttura destinata a babbi e mamme che non possono pagarsi un affitto. «Conosco un dipendente comunale che è costretto a dormire in un sottoscala perché non ce la fa a pagarsi una camera. Eppure lavora. Come mai si usano metri diversi?». All' associazione l'amministrazione ha prospettato la possibilità di utilizzare asili ormai in disuso. «Ne abbiamo visto uno che potrebbe fare al caso nostro in via Fiorentina- spiega il presidente - ma l'amministrazione dopo avercelo fatto visionare continua a rimandare la pubblicazione del bando». Esasperati i membri dell’associazione annunciano per il 22 novembre un sitin in piazza del Comune. «Dormiremo tutti davanti all'ingresso del palazzo comunale- dice Correnti - Abbiamo invitato anche il sindaco e gli assessori. Così forse capiranno come è difficile dormire in strada».
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