Sicurezza
I piccoli risparmiatori traditi rivogliono i soldi dalla BpVi
Incontro alla Camera di commercio di Prato. Se la richiesta di documenti non basterà, passeranno alle vie legali: ma la class action non è percorribile. Una parte dei soci è sostenuta da Federconsumatori, gli altri da studi di avvocati
PRATO. Nessuna possibilità di fare un'azione comune contro la Banca Popolare di Vincenza, che ha deprezzato le azioni e costretto gli azionisti ad acquistarle in cambio dell'accensione di un mutuo o di un finanziamento: le posizioni dei singoli clienti sono omogenee, ma non uguali. L'unica soluzione è di procedere in modo singolo affidandosi a Federconsumatori o a un legale (cinquanta sono assisti da Luca Pillocci e altri singolarmente da vari legali pratesi). "Una quarantina di persone - spiega Silvia Abati, legale per Prato di Federconsumatori - si sono rivolte a noi, ma ora è arrivato il momento di inviare una lettera interruttiva della prescrizione e la richiesta alla banca di inoltrare i documenti che riguardano la posizione di ciascuno. La Bpv ha novanta giorni per rispondere o rigettare la richiesta. L'associazione comunque, se l'operazione non andrà a buon fine, cercherà una transazione. Vorremo creare anche un tavolo comune, però ci serve un comitato che faccia da referente. Stiamo cercando di risolvere anche questo problema. L'estrema ractio è l'azione legale. Il tribunale di Prato generalmente si è pronunciato a favore del risparmiatore nei casi, come questo, di risparmio tradito".
La richiesta di tutti i documenti, che riguardano un singolo cliente, è motivata dalla paura che alcuni potrebbero essere stati falsificati. La proposta di un comitato unico dove convergano quelli territoriali, è stata sollevata il 30 ottobre, durante un convegno a Vicenza, da Renato Bertelle, che assiste la Edilparise costituitisi parte civile chiedendo 1,6 milioni di euro di danni alla Bpv e dal senatore Cinquestelle Gianni Girotto. Sull'altro fronte si stanno muovendo, in modo compatto, i clienti seguiti da Pillocci e capitananti da Bruno Tommaso Caprotti.
"Siamo partiti in ventidue e ora siamo diventati una cinquantina, come capitale non siamo incisivi, ma intanto siamo tutti insieme. Certo i tempi sono stretti, dobbiamo muoverci: i primi di febbraio la Banca ufficializzerà la nuova forma societaria in Spa, oltre quella data tutto sarà inutile. Se non ci ascolteranno prima, siamo disposti anche a fare azioni di forza in quell'occasione". Secondo Caprotti lo scenario che si apre per gli azionisti, sulla carta, presenta varie soluzioni: smembrare la banca in tanti piccoli istituti a carattere locale. "Questa soluzione permetterebbe di sganciarci dalla Popolare, ma bisogna capire chi gestirà l'istituto bancario".
Un'altra possibilità è procedere con un'azione legale, per costringere la banca ad avviare una transazione, oppure imboccare la strada del penale e poi costituirsi parte civile. Infine temporeggiare fino a quando il Tar del Lazio si pronuncerà sull'incostituzionalità della legge Renzi che permette alle banche di trasformarsi in Spa. "L'incontro che abbiamo promosso nella sede della Camera di Commercio – spiega il presidente regionale di Federconsumatori Fulvio Farnesi – è conoscitivo: vogliamo avere il polso della situazione, capire come possiamo muoverci per ogni singolo cliente della Bpv".
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