Il Tirreno

Prato

Tagli al Met del 40%, la protesta di Bressan

Massimo Bressan, presidente della Fondazione Met
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Massimo Bressan, presidente della Fondazione Met

Prato, decurtato il finanziamento regionale: il grido d'allarme del presidente della Fondazione Teatro Metastasio. Gli interventi di Pd e Forza Italia

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PRATO. Un taglio del 40 per cento dei fondi destinati al teatro Metastasio. Una ripartizione squilibrata fatta dalla Regione, peraltro con il paradosso che il finanziamento accordato dal ministero è ormai quasi doppio. Il grido d’allarme arriva dal presidente della Fondazione Teatro Metastasio Maurizio Bressan, che contesta la nuova politica culturale della Regione che accentra molte delle risorse verso la Pergola, diventato teatro nazionale. E c’è anche una prima risposta che arriva dal consigliere regionale del Pd Nicola Ciolini, secondo il quale è “prematuro drammatizzare”.

“La Cultura, anche in Toscana, è e continua ad essere oggetto di sottrazione dell’impegno finanziario pubblico regionale - scrive Bressan - Siamo ben consapevoli della fase che il nostro paese sta attraversando, di grave crisi e di transizione della propria società ed economia. Ma pur nella consapevolezza di queste difficoltà generali, non riesco a comprendere la strategia che ha ispirato le decisioni in materia di finanziamenti regionali alle istituzioni dello spettacolo dal vivo della Toscana. In particolare se consideriamo le scelte lungimiranti che negli ultimi anni hanno indirizzato il riordino del sistema regionale dello spettacolo, dal patto Stato/Regioni alla nuova Legge quadro sulla cultura e, in ultimo, anche alla volontà di affermare la centralità del teatro toscano attraverso il riconoscimento (che ha visto il Comune di Prato e la Fondazione Teatro Metastasio in posizione dialettica con le scelte regionali) della Pergola come Teatro Nazionale”.

“Dalla lettura della distribuzione delle risorse attualmente a disposizione, sembrerebbe, però, che l’ingresso di un nuovo e prestigioso soggetto, come il Teatro Nazionale, piuttosto che rafforzare tutto il sistema - prosegue Bressan - abbia portato la Regione a ridimensionare il sostegno delle reali eccellenze e generato, bruscamente e in modo del tutto contrario alle regole minime di una corretta gestione finanziaria (comunicando le proprie scelte solo a novembre), l’interruzione del processo di riordino, indebolendo il policentrismo della produzione culturale e artistica, da sempre l’elemento di forza del modello toscano”.

“Il Met è dal 2015 il teatro di rilevante interesse culturale (Tric) della Regione ed è stato per quasi venti anni il teatro stabile pubblico della Toscana. In questo ruolo, e oggi come teatro di rilevante interesse culturale (Tric) per mandato del Mibact, il Met ha svolto e svolge il proprio ruolo, come da decreto, con una “prevalenza regionale”. Lo testimoniano le relazioni con le maggiori istituzioni culturali e con gli organismi teatrali di tutta la regione; gli oltre 121.000 spettatori paganti nel 2014; le quasi 250 giornate recitative di propri spettacoli in sede ed in tournée regionali, nazionali ed internazionali e le 265 giornate di programmazione nei nostri quattro spazi teatrali; le oltre 12.000 giornate lavorative dei 156 artisti, tecnici e organizzatori, di cui circa il 20 per cento under 35, che rappresentano un importante presidio di occupazione qualificata in prevalenza toscana”.

“Dietro tutti questi numeri - prosegue il lungo intervento di Bressan - c’è, inoltre, ed è noto a tutti gli appassionati ed esperti, un pezzo importante della storia del Teatro italiano ed europeo, una comunità metropolitana di spettatori che ci rinnova anno dopo anno la propria fiducia (ci avviamo anche quest’anno verso la soglia dei 2.000 abbonamenti), le competenze e la passione di tutti lavoratori del Met. Tutto questo è stato possibile anche per la volontà dei nostri soci, che hanno affidato al Met la funzione di presidio culturale metropolitano e regionale”.

“Quest’anno anche il ministero ha finalmente riconosciuto il peso del nostro teatro ed ha adeguato nel 2015 il proprio finanziamento (per troppi anni al di sotto di ogni ragionevole valutazione quali-quantitativa), riequilibrando così il rapporto con i più importanti teatri italiani. Anche per questo è difficile comprendere, aldilà delle oggettive condizioni del bilancio regionale, la decisione di un finanziamento 2015 al Met con una riduzione sullo “storico” di quasi il 40 per cento; e ancora più difficile è spiegare la logica di una ripartizione dei fondi fra le diverse istituzioni teatrali, per così dire, “squilibrata”, soprattutto rispetto alle funzioni e ai ruoli svolti dal MET nel sistema regionale e nazionale. E’ infatti paradossale che il Ministero ci riconosca un finanziamento annuo doppio rispetto a quello della Regione quando dovremmo svolgere un ruolo centrale proprio in ambito regionale”.

“Crediamo dunque che a fronte della qualità, intensità ed innovazione della nostra attività – conclude Bressan - la Regione debba ripensare alla modalità con cui si è giunti, solo a fine anno, a determinare la distribuzione delle risorse per il 2015. Crediamo anche che ci debba essere un più chiara spiegazione dei criteri che hanno guidato fino ad ora l’azione regionale anche e soprattutto per recuperare quei margini temporali e finanziari che possono consentire di programmare efficacemente, ed in modo sempre più integrato con gli altri ambiti della società, le attività dello spettacolo”.

Ciolini (Pd): prematuro drammatizzare. "Mangani fa bene a tenere alta l’attenzione sui finanziamenti agli enti culturali pratesi, ma come lui stesso ha potuto apprendere parlando con l’assessore regionale, è ancora prematuro parlare di tagli drammatici. Ho avuto recentemente un colloquio con la vicepresidente Barni e con i dirigenti della presidenza e posso rassicurare che è in corso un lavoro per evitare la scure sui bilanci di Met, Camerata e altri enti. Certo, visto l’impegno che abbiamo preso in Consiglio regionale di non aumentare le tasse regionali ai cittadini toscani, si tratta di un compito non facile, come tutti possono comprendere. Ma la volontà è quella di reperire risorse nel bilancio, attraverso i risparmi e la razionalizzazione delle spese, per riconfermare gli investimenti e i servizi". Così Nicola Ciolini, consigliere regionale del Pd, interviene circa l’allarme sui tagli per Metastasio e Camerata.

Forza Italia: scure della Regione sul Metastasio. Forza Italia si mette in fila, anzi in filiera, per difendere il Teatro Metastasio di Prato dal taglio ai fondi deciso dalla Regione con delibera 1045 del 3 novembre scorso: così, in parallelo con l’interrogazione presentata in Comune dalla capogruppo azzurra Rita Pieri, ecco che anche in Consiglio regionale scatta l’iniziativa del capogruppo Fi Stefano Mugnai. L’interrogazione di Mugnai raggiungerà nel pomeriggio l’ufficio protocollo, questione di definire qualche dettaglio, ma il quesito è già chiaro con il leader di Forza italia in Toscana che dalla giunta regionale vuole conoscere in forma scritta "le scelte politiche che hanno portato a tagliare i contributi al Teatro Metastasio di Prato".

"Sul Metastasio – dichiarano all’unisono Mugnai e Pieri – non intendiamo mollare. Non permetteremo che si disperda il patrimonio culturale di una simile istituzione, con il pregio storico e il valore artistico che detiene, e per questo ci batteremo su ogni fronte istituzionale a nostra disposizione anche perché – ricordano i due – senza la certezza sulla copertura finanziaria il Teatro non può effettuare programmazione". Insomma: si blocca tutta l’attività.

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