Sicurezza
La Coop Cellini in affanno Mobilità per 35 dipendenti
Prato, l’azienda specializzata in green economy soffre della crisi dell’edilizia. Da due settimane metà dei lavoratori sono confluiti in Cantieri Italia srl
PRATO. Tra gli ultimi traguardi tagliati, anche l’appalto per il Padiglione Italia dell’Expo 2015 su cui è da poco calato il sipario. Prima ancora, l’illuminazione dei nuovi Uffizi, l’ospedale di Monza per la cura della leucemia infantile e poi la sfida sui mercati brasiliani. Di commesse ne avrebbe ancora tante il gigante della green economy, la cooperativa Cellini Gtc, gioiello dell’economia pratese. Solo che, come anticipato dalla testata on line Notizie di Prato e confermato al Tirreno da fonti sindacali, l’azienda starebbe navigando in brutte acque tanto da richiedere la procedura di mobilità per 35 dipendenti, circa la metà del personale che compone la pianta organica della coop che nel 2012 era giunta sulla soglia dei 60 milioni di fatturato facendo delle energie alternative e delle tecnologie alternative la bandiera vincente.
Anche la Cellini sembra finire così sotto i colpi della crisi irreversibile dell’edilizia: dopo aver provato a rintracciare telefonicamente in azienda il presidente Stefano Ciacci senza però ottenere risposta, apprendiamo da fonti sindacali che l’azienda è in procinto di richiedere un concordato in continuità anche perché da due settimane la metà dei suoi dipendenti è confluita in una Newco, Cantieri Italia srl, dove è stata spostata tutta la corposa partita di appalti da 60-70 milioni di euro che l’azienda è chiamata a gestire in tutta Italia.
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La situazione appare grave: i bilanci della cooperativa rivelerebbero una sovraesposizione bancaria eccessiva con difficoltà a saldare i debiti con i fornitori. Crisi di liquidità dunque, di qui la richiesta di mobilità per i lavoratori che è stata accolta come un fulmine a ciel sereno negli ambienti sindacali anche perché, appunto, l’azienda veniva considerata un’eccellenza, spesso presa a esempio per i successi nel campo delle energie rinnovabili.
Una batosta per i lavoratori, e non solo per quelli della sede pratese: l’azienda impiega diverse maestranze soprattutto in cantieri del Nord Italia là dove ha vinto appalti. La soluzione della Newco attraverso l’affitto di un ramo aziendale rappresenta dunque un salvagente soltanto per metà dei dipendenti della sede pratese. Due settimane fa l’azienda ha messo sul tavolo il piano di risanamento durante un incontro con le sigle sindacali. Per scongiurare il licenziamento oggi si terrà un incontro nella sede della Provincia tra azienda e sindacati, con la mediazione dell’istituzione, per valutare il ricorso alla cassa integrazione straordinaria.
«Si tratta di figure molto qualificate, per lo più metalmeccanici – fa sapere Emilio Testa, segretario della Fillea-Cgil – Purtroppo non sapevamo della crisi dell’azienda fino a che qualche lavoratore non si è rivolto al sindacato».
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