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E a Firenze sarà l’apoteosi: 1000 sacerdoti per la messa

E a Firenze sarà l’apoteosi: 1000 sacerdoti per la messa

Tutti i numeri della giornata fiorentina del Pontefice che celebrerà il rito allo stadio Franchi su un altare in legno realizzato dai detenuti di Sollicciano

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FIRENZE. Numeri da stropicciarsi gli occhi per il quantitativo di paramenti sacri preparati per la messa che Papa Francesco celebrerà allo stadio “Franchi” di Firenze nel pomeriggio di martedì 10 novembre al termine della sua giornata fiorentina. Si parla di 250 casule (vesti liturgiche indossate dal celebrante) per i cardinali e i vescovi concelebranti e ben 800 stole per i sacerdoti che parteciperanno al rito. Questi e altri particolari della cerimonia religiosa sono stati resi noti dall’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori. La celebrazione si svolgerà sotto la direzione del maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie monsignor Guido Marini, coadiuvato dal cerimoniere arcivescovile don Roberto Gulino, con il servizio come ministranti dei seminaristi del seminario arcivescovile fiorentino. L’Antico Setificio fiorentino ha realizzato la casula e la mitria (copricapo dei vescovi cattolici) per il Santo Padre oltre a due casule per i concelebranti principali che saranno i cardinali Betori e Bagnasco e quattro dalmatiche per i diaconi (il loro abito liturgico). Il camice che indosserà Francesco, invece, è stato eseguito dalla madre di un giovane prete fiorentino sul modello del camice che Paolo VI indossò a Firenze nella messa da lui celebrata in Cattedrale nella notte di Natale del 1966. Le 250 casule per i cardinali e vescovi concelebranti sono donate dall’Opera di Santa Maria del Fiore, realizzate dalla ditta Gamma di Felisi (Lucca), su disegno di don Simone Pifizzi. Le 800 stole per i presbiteri sono fornite dalla Cei. L’altare per la celebrazione della messa è stato disegnato dall’architetto Riccardo Damiani e realizzato in legno dai detenuti del carcere di Sollicciano. Damiani ha disegnato pure l’ambone anche questo in legno realizzato dai ragazzi del progetto “Villa Lorenzi”. La tovaglia dell’altare è stata confezionata da una signora fiorentina con del filet dell’Ottocento. 40 saranno i calici per i concelebranti. Sono in ottone argentato e interno della coppa dorato, con un nodo in maiolica di Montelupo che imita il lapislazzulo, opera realizzata per l’occasione dall’artista orafo Paolo Penko. 600 le pissidi per la distribuzione della Comunione, realizzate in maiolica da un gruppo artigiani di Montelupo coordinati da Marco Bitossi, disegno di Paolo Penko. Sul presbiterio (la parte dove sarà il clero officiante) ci saranno un crocifisso trecentesco del notaio Massimo Ersoc che, per l’occasione, mette a disposizione dell’arcidiocesi di Firenze e poi l’”Annunciazione” opera in terracotta di Antonio Berti del 1946. Durante la celebrazioni i canti saranno eseguiti dall’orchestra e dal coro del Maggio musicale fiorentino diretti dal maestro Lorenzo Fratini e dai cori della cattedrale e delle parrocchie fiorentine diretti dal maestro Michele Manganelli, all’organo il maestro Daniele Dori. Alla messa sono previsti 50mila fedeli e vista la mole di richieste ci sarà un maxi schermo anche al campo di atletica Ridolfi per far seguire in diretta la celebrazione. Sarà presente anche un traduttore nella lingua dei segni per i non udenti. Si accede solo con biglietto (gratuito).

Azelio Biagioni

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