Finanza
«Stacchiamoci da Publiacqua»
La richiesta del comitato Acqua bene comune che vuole anche un consiglio aperto
PRATO. Un consiglio aperto alla cittadinanza dedicato alla gestione dell'acqua. A chiederlo il Comitato Acqua Bene Comune Prato che, venerdì pomeriggio, ha avuto un incontro con la Commissione Comunale 4. Tra le richieste anche quella all'assessore Filippo Alessi di chiarire la posizione dell' amministrazione rispetto alla proposta, fatta dallo stesso assessore, di staccarsi da Publiacqua per utilizzare la falda acquifera cittadina, ormai inutilizzata dalle aziende. «Nel consiglio comunale del ventidue ottobre - spiega Rita Biancalani portavoce del comitato pratese - Alessi ha detto che tecnicamente è possibile staccarsi dalla municipalizzata, chiediamo allora di fare il passo successivo e sancire la separazione, che ovviamente è un atto politico». Il Comitato Acqua Bene Comune Prato ha preparato un documento che ha consegnato anche alla commissione, articolato in alcuni punti. La prima questione da chiarire riguarda la posizione del Comune all' interno di Publiacqua e nei confronti dell' Autorità Idrica Toscana. «La partecipazione pubblica è del 60%, eppure sono i privati a spadroneggiare- spiega la portavoce - in primis il direttore generale che ha emanato dei decreti decisamente contrari all'interesse dei cittadini». Il riferimento è, ad esempio, alla restituzione della remunerazione del capitale investito, abolita con il referendum del maggio 2011, che è stato ridato ai cittadini calcolando una quota complessiva di 5,36 euro, indipendentemente dal consumo di ciascuno e soltanto per cinque mesi: da luglio a dicembre.
Perdite d’acqua. Publiacqua, secondo il comitato, perde il 50% dell' acqua erogata, che comunque viene pagata dagli utenti. Nonostante nel triennio 2010/2012 abbia incassato 69 milioni lordi di euro destinati agli investimenti, non li ha mai utilizzati. «In realtà - continua Biancalani - ha restituito 8 milioni perché, invece di aumentare la tariffa del 6, 5%, ha optato per il 3,5% pari a 8 milioni. Mancano comunque 61 milioni. Inoltre il bilancio del 2014 registra 27 milioni di utili. Credono che sia vergognoso che un'azienda guadagni su un bene pubblico». Tra le altre proposte del comitato anche quella di tariffe agevolate e aiuto agli indigenti. Appellandosi alle risoluzioni dell' Onu e della Comunità Europea, il comitato chiede che vengano distribuiti gratuitamente almeno 50 litri di acqua a ciascuno e che non venga interrotto il servizio in caso di morosità. «L'acqua è un bene essenziale, non può essere levato, in ogni caso il sindaco deve essere avvertito quando si blocca l'erogazione ad un cittadino».
Qualità dell'acqua. A Prato ci sono 7 km di tubature in amianto. «Ciò che noi beviamo è inquinato - spiega Biancalani - non si riesce ad avere i risultati delle analisi: ad Agliana il comitato le ha fatte fare da un laboratorio certificato di Bologna, ma Publiacqua ha deciso che non sono conformi. Il sindaco è il responsabile della salute pubblica e ha il dovere di informarsi e di pubblicare i risultati. Come se non bastasse nella falda pratese, quella che Alessi vorrebbe utilizzare, ci sono ancora residui di trielina, ricordi delle lavorazioni tessili».
Alessandra Agrati
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