Gioco
L’autista del pulmino accusato di violenza su una donna disabile
La parte lesa ha confermato il suo racconto, mentre lui nega Inchiesta partita dopo le confidenze agli addetti di una coop
PRATO. L’autista di un’associazione di volontariato pratese comparirà davanti al giudice dell’udienza preliminare per difendersi da un’accusa molto grave, aver abusato sessualmente di una donna disabile che era affidata alle sue cure.
È questo l’oggetto di un processo molto delicato che è in corso in Tribunale e che ieri ha impegnato per alcune ore il giudice Pallini.
I fatti risalgono al periodo compreso tra il giugno e l’ottobre 2012 e sarebbero avvenuti all’interno del pulmino dell’associazione, usato per portare un gruppetto di disabili dalle rispettive abitazioni a un centro ricreativo gestito da una cooperativa. Furono appunto gli addetti della cooperativa a nutrire i primi sospetti, avendo notato un brusco cambiamento di umore in una delle loro ospiti, una donna di 45 anni. Alle loro insistenti domande la donna, affetta da un deficit cognitivo, rispose che era stata palpeggiata più volte dall’autista del pulmino. Le stesse confidenze poi vennero fatte ai familiari della disabile, che insieme agli addetti della cooperativa decisero di presentare un esposto in Procura.
Le indagini, affidate dal sostituto procuratore Benedetta Foti alla sezione di Pg dei carabinieri, non sono state facili e il caso è evidentemente controverso. La difficoltà è costituita dal fatto che la parte lesa ha un deficit cognitivo e dunque c’è stato bisogno di una consulenza psicologica per cercare di stabilire l’attendibilità del suo racconto. Consulenza che sembra confortare l’ipotesi dell’accusa, ieri rappresentata in aula dal pubblico ministero Boscagli. La donna disabile, assistita dall’avvocato Stefano Lenzi, è stata sentita in due occasioni e ha confermato i fatti, mentre l’autista dell’associazione di volontariato, di cui non facciamo il nome per tutelare i protagonisti della vicenda in questo stato del procedimento, ha sempre negato gli addebiti. Ci sono anche due testimoni diretti, anche loro disabili, che avrebbero assistito ai fatti denunciati dalla donna. Anche loro sono stati sentiti in modalità protetta.
Nel corso dell’udienza di ieri l’avvocato difensore dell’imputato, Alessandra Artese, si è vista respingere alcune eccezioni, respinta anche la richiesta del rito abbreviato condizionato all’audizione del consulente di parte. Il giudice ha rinviato a marzo per la prosecuzione dell’udienza preliminare.
Paolo Nencioni
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