Il Tirreno

Prato

Parroco inflessibile, i ragazzi "scappano" dal catechismo

Francesca Vattiata
La parrocchia dio Oste con la sala polivalente (foto Batavia)
◗
La parrocchia dio Oste con la sala polivalente (foto Batavia)

Prato, a Oste una cinquantina di genitori ha iscritto i figli in altre parrocchie: «Don Amidei pretende che assistano a tutte le lezioni anche i parenti, ha istitutito il tesserino delle presenze"

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Aule quasi deserte nella Parrocchia di Oste: a una settimana dall'inizio del catechismo sono pochi i bambini che hanno deciso di continuare a frequentare la catechesi organizzata dal parroco don Simone Amidei. Molti altri, circa una cinquantina di bambini, hanno deciso di prendere altre strade e di cominciare a frequentare i corsi di formazione cristiana in altre Parrocchie, prima tra tutte in quella di Montemurlo, ma anche a Montale e a Maliseti.

All'origine del massiccio esodo ci sarebbero, a detta di molti parrocchiani, insolvibili contrasti con don Simone, parrocco a Oste da circa due anni, dopo il lungo servizio pastorale di don Marino Marini e prima ancora di don Mauro Baldi. Difficile, alla lunga, poter sostenere l'introduzione del "tesserino delle presenze", ossia un cartellino firmato dal parroco a ogni incontro per certificare la presenza del bambino che doveva essere accompagnato, necessariamente, dal genitore, così come è stato difficile accettare la rigidità del parroco per i ragazzi che svolgono un'attività sportiva nel fine settimana, per la quale non erano accolte le "assenze giustificate".

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11975177:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/08/24/news/il-prete-annulla-la-processione-parrocchiani-in-rivolta-1.11975177]]

«Ogni bambino doveva essere accompagnato al catechismo da un parente e restare con lui alla lezione - racconta un genitore -, in caso contrario il bambino non avrebbe ricevuto il timbro della presenza, mettendo a rischio la celebrazione del sacramento». «Tutti abbiamo compreso - prosegue il genitore - quanto sia importante seguire i figli nel cammino di formazione cristiana, ma forse un po' più di elasticità non avrebbe fatto male a nessuno». «Un cammino di fede - commenta con amarezza un altro parrocchiano - non può essere inconciliabile con la pratica di un'attività sportiva, invece non è stata mostrata nessuna comprensione per i bambini impegnati con lo sport e con le partite del fine settimana. Poteva magari essere concesso loro un giorno alternativo per il catechismo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.12315851:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2015/10/23/news/estromessa-dal-catechismo-perche-figlia-di-divorziati-1.12315851]]

E così in molti hanno fatto richiesta al parroco del nullaosta e si sono riversati in massa nelle aule delle Parrocchie vicine: una trentina quelli ammessi a Montemurlo, circa una ventina quelli che hanno chiesto di partecipare al catechismo nella chiesa di Montale, mentre altri si sono diretti verso Maliseti. «Una comunità divisa - dice un genitore - dopo il decennale impegno dei parroci precedenti per costruirne una che fosse forte, unita, solidale. Un buon pastore - prosegue - dovrebbe preoccuparsi di fronte alle tensioni con i fedeli e dovrebbe provare a risolverle. Altrimenti si rischia l'effetto "selezione" tra i fedeli inossidabili e quelli più fragili, inclini ad abbandonare la chiesa di fronte alle incomprensioni. Si dovrebbe lottare, invece, per mantenere saldi nella fede proprio i più fragili». Non è stato possibile chiedere l’opinione sull’argomento al parroco non rintracciabile in parrocchia per due giorni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web