Gioco
Deposito illegale di rifiuti tessili in mezzo al paese
Sequestrata fabbrica abbandonata con dentro 350 balle Per giorni all’alba è arrivato un camion a scaricare
PRATO. Ogni mattina, almeno per quindici giorni, un grosso camion è arrivato alla Briglia. Entrava da una stradina stretta in mezzo all’agglomerato di case, cresciuto intorno alla fabbrica Forti ora semidistrutta. Passava dalla piazza della Chiesa e si fermava a pochi metri.
Davanti all’ex Filatura Rosalinda, anche questo un edificio abbandonato da anni con i vetri rotti e i muri che cadono a pezzi, all’ombra della grande ciminiera di mattoncini rossi, si cominciava a scaricare delle balle di materiale tessile.
Alla fine il conto dell’immaginario registro di scarico è stato di 350 “presse. E a contarle tutte è stata la polizia provinciale di Prato, in collaborazione con la Municipale di Vaiano, che ha sequestrato, in via preventiva, l’ex filatura e denunciato un uomo, un pratese, per stoccaggio abusivo di rifiuti.
Il fascicolo è ora in mano alla procura della Repubblica.
“Balle, che vuoi che sia”: E’ opinione comune dei pratesi.
Ma le balle in questione non sarebbero quelle classiche di abiti usati che,a Prato, conoscono bene i cenciaioli bensì quelle (uguali ma solo a uno sguardo inesperto) che contengono resti della lavorazione delle confezioni. Di fatto, lo stesso materiale che viene ritrovato nei sacchi neri.
E comunque senza i documenti necessari, almeno in base all’indagine che ha portato alla denuncia della persona che ne gestiva lo stoccaggio.
Senza la documentazione quindi che traccia il rifiuto dal momento in cui esce dall’azienda che lo produce non si può rientrare nel classico e oggi complicatissimo, dal punto di vista amministrativo, riciclo delle fibre che ha portato la città a diventare leader mondiale nella produzione di cardato, lana riciclata.
Il pratese denunciato arrivava sempre a bordo di auto con targa straniera ma insieme al camion e, in base alle testimonianze, agli autisti e a un ragazzo, di colore, che si occupava del lavoro di pulizia dopo che il materiale era stato scaricato. Il gruppo arrivava sempre la mattina presto, al sorgere del sole.Un comportamento che ha dato nell’occhio in un luogo, che sembra una zona industriale abbandonata ma che in realtà è un paesino.
«Nelle balle ci sono scarti di lavorazione, di tagli, di confezione - conferma Franco Amerini, residente del posto e una vita passata in un carbonizzo - e c’è sporcizia. Carta. Potrebbero proprio essere i resti delle lavorazioni delle confezioni. Di stoffe del resto me ne intendo».
La persona denunciata aveva avuto già un’analoga denuncia per un deposito abusivo a Viaccia.
Qui a fine settembre, sempre la polizia provinciale, aveva sequestrato un deposito con 350 balle perlopiù stoccate in un grande piazzale.
Ad ora non risulterebbe che l’imprenditore denunciato abbia aziende attive per lo smaltimento, la raccolta e la lavorazioni di rifiuti mentre gli immobili, entrambi di proprietà di un anziano industriale in pensione, non sono legati a società attive.
Su entrambi i casi non mancano però alcune domande oggi senza risposta, legate al motivo per cui in entrambi i casi i depositi erano luoghi estremamente fatiscenti ma in zone abitate e dove quindi è assai difficile passare inosservati.
A dare la notizia del sequestro la Provincia di Prato che in una nota ha evidenziato come «questo ulteriore intervento testimonia ancora una volta il costante impegno e la preziosa collaborazione dei corpi operanti nel contrasto all’illegalità, con particolare riferimento alla gestione e al traffico illecito dei rifiuto sul nostro territorio».
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