Gioco
«Aiutiamo le aziende a sbarcare in Cina col made in Italy»
All’interno del centro commerciale di Chongqing Italian Planet gestisce uno spazio dedicato ai nostri prodotti
PRATO. La Cina è sempre più vicina all’Italia. Dietro uno dei ponti che collegano il Belpaese con il Celeste Impero c’è l’impronta di un’azienda pratese. Si tratta della Italian Planet, nome che riconduce agli imprenditori Rinaldo Burgassi e Patrizio Innocenti - proprietari di altre due aziende specializzate nella produzione di biancheria per la casa e di prodotti brevettati per il settore sport e fitness - alla guida, insieme al socio Lei Zhang, operativo nel settore import-export, di un progetto pensato per organizzare lo sbarco in terra asiatica delle piccole e medie imprese italiane. In cosa consiste? La nuova società con sede legale a Prato rappresenta la porta d’ingresso a Chongqing, una delle città più dinamiche del sud della Cina, che con i suoi oltre 33 milioni di abitanti e affacciandosi su uno dei porti fluviali più grandi del mondo, costituisce uno dei centri nevralgici per lo sviluppo. Nel cuore della megalopoli cinese è stato inaugurato da poche settimane un centro commerciale di 40mila metri quadrati, di cui il marchio Italian Planet gestisce lo spazio dedicato ai prodotti made in Italy (circa 4mila metri), molto apprezzati dal nuovo ceto medio del paese asiatico. «Chiunque voglia aprire un punto vendita all’interno del centro commerciale di Chongqing deve passare attraverso la nostra società - spiega Burgassi - il meccanismo è semplice: l’imprenditore versa una somma di 3.380 euro una tantum e una royalty sul fatturato, dopodiché non deve preoccuparsi di nient’altro. Pensiamo a tutto noi: dall’arredo degli spazi alla logistica, fino alla ricerca del personale. Al momento abbiamo 34 dipendenti che si occupano di gestire i punti vendita e l’amministrazione». Nel padiglione dedicato ai prodotti italiani sono stati aperti 40 negozi di marchi di qualità provenienti da ogni parte di Italia, anche dal distretto pratese, in particolare di Prato ci sono 2 aziende del settore abbigliamento (Prato Excellence e May-Ste) e una che produce biancheria per la casa (Cianchi Fiorello srl). «Il format è quello dell’open space diviso per aree modulabili sul modello dei centri La Rinascente e Coin», spiega l’imprenditore facendo presente che «ci sono ancora spazi disponibili». «Ci rivolgiamo ad aziende che fanno prodotto finito in Italia a che vogliono approcciare il mercato asiatico con marchi propri - aggiunge- selezioniamo solo prodotti artigianali e di qualità, di cui è garantita la filiera». Oltre alla possibilità di penetrare il mercato orientale («non è facile se non si ha una rete ben sviluppata di conoscenze sul posto») le aziende interessate ad aprire uno store potranno usufruire dei vantaggi della “free trade zone”, un’area commerciale - in cui il mega centro commerciale è situato - all’interno della quale le aziende internazionali pagano il dazio doganale solo sul venduto. Una sorta di zona franca. «Lo sviluppo commerciale dell’area è gestito da una società governativa (Cftec) che ci ha affidato l’incarico di occuparci degli spazi riservati alle aziende italiane all’interno del centro - conclude Burgassi - si tratta di uno sbocco su un mercato che ha enormi potenzialità» .
Barbara Burzi
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